Il nuovo malware che trasforma le cuffie in microfoni d'intercettazione

Il nuovo malware che trasforma le cuffie in microfoni d'intercettazione

Senza dimenticare, ovviamente, in quanti modi possiamo essere spiati attraverso il più comune di questi oggetti: i nostri smartphone.

Dalle interviste e dalle dichiarazioni dirette di alcuni alti esponenti delle Agenzie Governative americane dell'FBI, emerge che le politiche di protezione e sicurezza interna contano sull'utilizzo di metodi diretti per il blocco delle intercettazioni, come il semplice utilizzo dello scotch adesivo apposto su una webcam digitale - sistema peraltro adottato anche da Zuckerberg, il creatore della piattaforma Facebook - al fine di contrastare la parallela azione di malware che potrebbero seriamente compromettere la sicurezza interna.

Premessa: si tratta solo di uno studio di "fattibilità", ma nasconde in sé una minaccia concreta, quantomeno tecnicamente realizzabile. I ricercatori della Ben Gurion University di Israele sono recentemente riusciti a creare un malware in grado di piratare la funzione audio jack retasking dei codedc Realtek, solitamente in bundle nella maggior parte delle schede madri per PC.

Sembra un episodio della serie Black Mirror ma è, in realtà, il risultato di una ricerca portata alla luce da Wired e condotta all'Università israeliana Ben-Gurion: è possibile per gli hacker convertire le cuffie in microfoni e spiare la nostra attività senza che ce ne accorgiamo, persino nel caso in cui il microfono interno dei nostri dispositivi sia stato disabilitato. Nel dubbio, staccate le cuffie quando non le usate!

Mordechai Guri, capo della ricerca, ha concluso affermando che "quasi ogni computer è vulnerabile da questo tipo di attacco e l'unico modo per ovviare al problema è quello di sostituire fisicamente il microchip di RealTek". In questo modo il jack per le cuffie viene scambiato con quello del microfono, trasformando un semplice headset collegato in potenziale microspia.