Ha voluto la guerra in Libia per diventare presidente

Ha voluto la guerra in Libia per diventare presidente

"Con la Clinton segretario di Stato, e le mail rivelano molte discussioni sul tema, con l'Arabia Saudita è stato siglato il più grande contratto di vendita di armi, pari a 80 miliardi di dollari" ha accusato ancora Assange.

"La guerra in Libia è stata la guerra di Hillary Clinton più che di chiunque altro" ha detto Assange, aggiungendo che il Presidente americano Barack Obama era inizialmente contro un intervento militare in Libia. Trump dal canto suo ha sempre sostenuto di non sapere chi ci sia dietro l'hackeraggio; ma lo ha comunque sfruttato nei suoi comizi per tornare a ribadire che la rivale Clinton è "corrotta". Quelle email inoltre hanno mostrato come Donna Brazile - presidente ad interim del Democratic National Committee, l'organo che governa il partito democratico - avesse passato alla campagna di Clinton alcune domande in vista di un dibattito tra candidati alla nomination democratica sponsorizzato da Cnn; successivamente a questa scoperta, il canale ha ufficialmente tagliato i ponti con Brazile, che da quando era arrivata al vertice del Dnc (azzerato tra luglio e agosto scorsi per via di rivelazioni emerse grazie a WikiLeaks) aveva sospeso il suo ruolo di commentatrice.

"Se si guarda alla storia dell'Fbi si vede che di fatto è diventata la polizia politica degli Usa".

Assange vive dal 2012 nell'ambasciata dell'Ecuador a Londra e si definisce un "prigioniero politico". "Hillary Clinton. E' documentato dalle mail", sottolinea Assange denunciando che oltre 1.700 mail delle 33mila pubblicate dal suo sito sono dedicate alla Libia. Il governo russo non è la nostre fonte.

"Perché dico questo?", afferma il boss di WikiLeaks in un estratto pubblicato oggi dal network vicino al Cremlino.

I meriti di Wikileaks sono innegabili. In dieci anni abbiamo pubblicato dieci milioni di documenti, da diverse migliaia di fonti.