Galliani: "Lavorerò fino al closing per il Milan, poi rimarrò tifoso"

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Il braccio destro di Silvio Berlusconi non si è voluto sbilanciare sui cinesi, ma ha fatto un auspicio importante: "Spero solo che la nuova proprietà possa riportare il Milan ai fasti degli anni passati". Adesso sono concentrato sul mio lavoro e lo sto dimostrando, lo sarò fino al giorno del closing. Per me ed il presidente Berlusconi resterà sempre una questione di cuore e ne sarò sempre tifoso: il Milan è un segno, è eterno, non è la fine di un amore. Queste le parole delll'ad rossonero, Adriano Galliani, a margine della presentazione del 34 Festival del cinema e della televisione sportiva, in cui è stato con la "Guirlande d'Honneur".

Un fulmine a ciel sereno che destabilizza l'opinione pubblica e fa presagire l'assegnazione di un possibile ruolo dirigenziale all'interno dell'Olimpia Milano, la squadra di basket campione d'Italia, che però Galliani smentisce all'istante "Giuro che non ci ho pensato, non ci penso" ha affermato spiegando "no, no, no, faccio il tifoso grazie alla generosità del Signor Giorgio Armani che invita sempre me e la mia famiglia". E' una buona squadra ma lo era anche l'anno scorso. Ha una cattiveria agonistica che non ha eguali negli altri 27 giocatori del Milan. Ci sono gli anni dove ci sono i misteri gaudiosi e quelli dolorosi. Rincorre chiunque, anche a Milanello tra i vialetti. L'amore per il Milan invece non passa. Ha una ferocia agonistica che raramente ho trovato in questi trent'anni. In trent'anni credo di aver capito i meccanismi come la religione. Ci sono gli anni in cui le cose vanno bene. "Quest'anno sembra un mistero gaudioso".