Donald Trump: a sorpresa è il 45° presidente degli Stati Uniti

Donald Trump: a sorpresa è il 45° presidente degli Stati Uniti

"È una sconfitta dolorosa, e lo sarà per molto tempo".

Nel consiglio comunale di Pisa è il capogruppo di Noi Adesso Pisa Diego Petrucci a scrivere prima un più dubbioso "Non è tanto il fatto che sia contento per chi è il nuovo presidente USA, quanto godo per i soliti progressisti, buonisti, pennivendoli, saccenti di tutto il mondo che da mesi state facendo una campagna mondiale"; poi un chiaro appoggio a Trump: "Che godimento!"

Sul versante Trump non erano state previste celebrazioni. Ed era pure bravo, stando alle testimonianze dei suoi ex compagni.

Non ci sono stati solo i complimenti di rito per la sua meravigliosa e sfortunata avversaria, la sua meravigliosa famiglia, i suoi meravigliosi elettori, il suo meraviglioso vicepresidente e la sua meravigliosa persona. Prevista anche una spettacolare frantumazione di parte del tetto di vetro del centro-convegni come simbolo di quel "soffitto di cristallo" che fino a ora non ha permesso a una donna di ottenere il massimo incarico politico al mondo. Nel 2008, quando Obama sconfisse John McCain e diventò presidente, riuscì a togliere ben nove stati ai repubblicani rispetto a quattro anni prima.

Si rassegnino i "democratici" di tutte le salse: la paura (per l'immigrato, la violenza, la criminalità), e la protesta non hanno consentito la vittoria di Trump.

Sappiamo, invece, che il neo inquilino della Casa Bianca è il più impreparato presidente della storia americana e che con le sue parole e azioni si è finora dimostrato inadatto a guidare un Paese di 320 milioni di abitanti e dalle innumerevoli diversità.

La vittoria di Trump è equivalente alla vittoria della Brexit in Gran Bretagna, un altro voto popolare inatteso, contro l'élite. Sì, l'uomo appassionato di baseball e football come ogni buon americano, ha provato anche le emozioni di giocare a calcio, anzi, al soccer, durante il suo periodo alla New York Military Academy. Avrebbe potuto giocare a livelli pro nel baseball, poteva fare quello che voleva. O meglio, perché Hillary Clinton le ha perse? Uno dei fattori trainanti è il coinvolgimento delle comunità latine con il loro calore, quelle protagoniste di alcune gaffes del neopresidente americano che a messicani, cubani e via dicendo non si è mai rapportato con troppo tatto e finezza. Attualmente il partito è ancora attivo e ha presentato alle ultime elezioni Rocky De La Fuente come candidato presidente, ma si è fermato sotto lo 0,1 per cento.