Carlo, genio dell'informatica ucciso dalla leucemia: "Sarà il primo beato 2.0"

Carlo, genio dell'informatica ucciso dalla leucemia:

È il Corriere della Sera a raccontare oggi di un percorso che è appena iniziato: nelle prossime ore l'arcivescovo Angelo Scola dichiarerà conclusa la fase diocesana del processo di beatificazione e invierà il fascicolo a Roma.

Carlo Acutis, morto a 15 anni per una leucemia fulminante potrebbe essere il primo caso di "santità 2.0" e magari in un futuro nemmeno troppo lontano sarà riconosciuto come "patrono di Internet". Allo stesso tempo era appassionato di computer e inventava algoritmi, dicendo che voleva diventare scienziato informatico. Ma monsignor Dario Edoardo Viganò, prefetto della Segreteria per la comunicazione della Santa Sede, sottolinea la differenza: "In questo caso siamo di fronte a una figura totalmente figlia della rete e dell'era digitale". Raccontano di lui come di "un adolescente del nostro tempo".ma con "qualità, energia e carisma fuori del comune", come spiega la mamma Antonia. A sette anni superò l'esame per fare la Prima Comunione. Un desiderio accolto dalla famiglia, che a Carlo ha fatto anche dedicare una sala al vescovado. Parallelamente alla creatività e alla sorprendente abilità tecnologica, cresce anche una fede tanto precoce quanto fervente. "Diceva che tutti nascono originali ma molti muoiono come fotocopie - ricorda la mamma - e al suo funerale c'era una folla immensa, anche fuori dalla chiesa, gente che non avevo mai visto ma che lui aveva conosciuto durante i suoi giri neil quartiere, dove si fermava a parlare con tutti". Come dicevamo, il ragazzo era molto religioso e andava a messa tutti i giorni, recitando il rosario. Studiava molto aiutando i compagni in difficoltà ma si dedicava anche ad attività di svago come giocare a calcio. Profeticamente due mesi prima della morte quando non era ancora malato aveva registrato un video ritrovato solo dopo la sua scomparsa in cui diceva di essere pronto a morire e di voler essere sepolto ad Assisi. Quanto a Internet, un patrono ci sarebbe già: San Isidoro di Siviglia, autore della prima enciclopedia, antesignana dei motori di ricerca e per questo associato al web da Giovanni Paolo II.