Brescia, l'ultimo esemplare di ibis eremita ucciso dai bracconieri

Brescia, l'ultimo esemplare di ibis eremita ucciso dai bracconieri

Si tratta di uno dei preziosi esemplari della missione "Reason for Hope - Reintroduction of the Northern Bald Ibis in Europe" che ha l'obbiettivo di ricostituire le colonie svernanti e riproduttive di questo uccello migratore, estinto da 400 anni in Europa a causa della pressione venatoria. L'allarme è scattato venerdì sera in quanto il trasmettitore Gps, di cui sono dotati gli ibis eremita segnalava, l'esemplare, soprannominato Enno, fermo da oltre ventiquattrore nello stesso luogo.

"Conoscendo l'area, nota per l'alto tasso di bracconaggio, ci siamo subito allarmati" racconta Antonio Delle Monache Coordinatore Guardie Wwf Lombardia. L'8 settembre 2016 un altro Ibis eremita, Tara, è stato ucciso da un bracconiere e lasciato morire nei pressi di un torrente, stavolta in provincia di Vicenza.

Enno: così era stato chiamato il rarissimo esemplare di Ibis Eremita che stava volando sopra i boschi della Valcamonica.

"Chiediamo aiuto a tutti e in particolare al mondo venatorio, che finora ha lavorato con noi alle attività di formazione e sensibilizzazione dei propri associati - dice Cesare Avesani Zaborra, direttore scientifico del Parco Natura Viva di Bussolengo, unico partner italiano del progetto -". In questa area sono frequenti gli episodi di bracconaggio. In Lombardia come nel resto d'Italia è in atto una vera e propria carneficina. "Non nutrivamo alcuna speranza". Negli ultimi anni abbiamo operato nella zona congiuntamente al Corpo Forestale dello Stato e spesso con il supporto dell'Arma dei Carabinieri, come nel caso recente di un cacciatore sorpreso a Ono San Pietro che sparava a piccoli uccelli protetti con l'ausilio di un telefono cellulare, in cui sono intervenuti i Carabinieri della Stazione di Capo di Ponte.

Intanto il Waldrappteam rilancia la sua petizione per chiedere misure immediate, decisive ed efficaci contro il bracconaggio in Italia.