Bond subordinati Mps: Generali studia conversione, diventerebbe socio forte al 7-9%

Bond subordinati Mps: Generali studia conversione, diventerebbe socio forte al 7-9%

A provocare la caduta libera del titolo di Mps è stata la pessima accoglienza della Borsa al piano per l'acquisto di 11 obbligazioni subordinate del valore di 4,2 miliardi con l'obbligo per gli aderenti di reinvestire nell'aumento di capitale dell'istituto.

A catalizzare l'attenzione su Generali contribuiscono le indicazioni riportate dalla stampa e in particolare dal Sole 24 Ore, secondo cui la compagnia triestina sarebbe interessata all'ipotesi conversione e starebbe valutando appunto la conversione dei bond MPS in azioni e potrebbe arrivare a detenere fino al 7%-9% della banca senese. Il corrispettivo della cessione è pari ad Euro 105 milioni cui potrebbe aggiungersi un earn out di massimi Euro 66 milioni, basato sul raggiungimento di risultati economici conseguiti nell'arco temporale sino al 2024.

I prezzi di conversione sono fissati all'85% del valore nominale per i bond Tier 1 e al 100% per i bond Tier 2, con l'eccezione di una piccola obbligazione Tier I (Isin XS0180906439 da 28,8 mln di euro) per il cui riacquisto viene offerto il 20% del valore nominale. Il closing dell'operazione, previsto entro il primo trimestre 2017, è soggetto oltre che all'approvazione dell'autorità di vigilanza anche al positivo completamento dell'aumento di capitale e della contestuale cessione dei crediti in sofferenza.

Nella trattativa, MPS si è avvalsa della consulenza di Mediobanca, mentre lo studio legale Bonelli Erede ha operato come advisor legale.

Non è però possibile ragionare su un rapporto di concambio tra bond e azioni, visto che non è stato ancora comunicato quale sarà il prezzo di sottoscrizione delle azioni di nuova emissioneal servizio di questa operazione, ma che è stato specificato che quel prezzo sarà "il medesimo di quelle riservate all'aumento di capitale".

Mps ricorda che tra le condizioni a cui è soggetto l'impegno delle banche a sottoscrivere il contratto di garanzia dell'inoptato dell'aumento figura anche "l'esito soddisfacente dell'LME (liability management exercise) secondo il giudizio in buona fede di ciascuno dei membri del Consorzio che agiscono in qualità di Global Coordinators". La ricapitalizzazione risulta anche condizionata al deconsolidamento dei Npl. "16 novembre 2015, n. 180".

Il tema dell'adesione all'offerta sarà probabilmente oggetto di in cda che generali potrebbe tenere a valle dell'assemblea straordinaria di Mps del 24 novembre.

Sul mercato intanto si continua la ricerca appassionata di "anchor investor", ovvero investitori istituzionali in grado di farsi carico, a lungo termine, della banca più antica del mondo e quindi determinare il successo della prevista ricapitalizzazione fino a 5 miliardi di euro (sette volte più grande rispetto all'attuale capitalizzazione del gruppo che si attesta introno ai 750 milioni di euro). E se ciò avvenisse, Mps potrebbe essere sottoposta "ad azioni straordinarie da parte delle Autorità competenti, che potrebbero includere, tra le altre, l'applicazione degli strumenti di risoluzione".