Bankitalia: Il ciclo finanziario resta debole, anche in prospettiva

Bankitalia: Il ciclo finanziario resta debole, anche in prospettiva

Lo afferma la Banca d'Italia nel suo ultimo Rapporto sulla stabilità finanziaria.

"Gli indicatori segnalano un forte aumento della volatilità attesa per il mercato italiano a ridosso della prima settimana di dicembre, in corrispondenza con il referendum sulla riforma costituzionale".

Un alert chiaro e tondo sui mercati finanziari italiani arriva da Bankitalia. Secondo quanto si apprende dal rapporto, il piano Mps presenta "rischi di attuazione che derivano dalla elevata volatilità che ha di recente caratterizzato i mercati azionari" per gli appuntamenti elettorali in Europa. Il problema di fondo, al di là del referendum (e del peso che l'incertezza politica sta tornando ad assumere), è che in Italia il ciclo finanziario "resta debole, anche in prospettiva". Il mondo bancario sta beneficiando della ripresa del settore immobiliare, dove i prezzi si sono stabilizzati, e "nei prossimi trimestri dovrebbe proseguire il calo delle nuove sofferenze relative ai finanziamenti alle imprese attive nel settore e alle famiglie per l'acquisto di abitazioni".

"La quota di famiglie finanziariamente vulnerabili - prosegue Via Nazionale - e' scesa e dovrebbe rimanere contenuta nel 2017, anche in uno scenario controfattuale sfavorevole di riduzione del reddito disponibile e di aumento dei tassi".

La situazione finanziaria delle imprese migliora, in virtù sia del recupero della redditività sia del calo dell'incidenza degli oneri finanziari. Il calo è stato favorito da alcune operazioni di cessione di sofferenze; altre sono state annunciate. "Le disponibilita' liquide hanno raggiunto livelli storicamente elevati". L'andamento del credito è fortemente differenziato, in ragione soprattutto della solidità dei bilanci delle imprese. "Più in generale, si legge nel Rapporto, le banche italiane rimangono "nel complesso esposte agli shock di origine interna o internazionale", non solo quelli legati alla crescita o ai mercati, ma anche alle possibili conseguenze di "diverse iniziative regolamentari in corso di completamento a livello internazionale" che costituiscono fonte di incertezza". Sulla questione spinosa dei crediti deteriorati, Palazzo Koch fa notare che, rispetto alla fine del 2015, il tasso di copertura sui crediti deteriorati è aumentato di un punto percentuale al 46,4%, "valore leggermente superiore a quello medio delle principali banche della Ue".