Approvata la legge per il cinema

Approvata la legge per il cinema

Esplicitare questa attenzione alla accessibilità è sicuramente positivo, però è solo il primo passo: infatti il testo della legge, per diventare realmente effettivo necessita di ben 25 decreti attuativi (su 41 articoli). "È una riforma attesa da decenni -aggiunge il ministro- mette a disposizione più risorse al settore in maniera automatica e pone fine alla discrezionalità".

Si prevedono anche degli incentivi per chi investe nel settore.

"Altro importante intervento è l'istituzione del Consiglio superiore per il cinema e l'audiovisivo che, in sostituzione della Sezione Cinema della Consulta dello Spettacolo, svolgerà attività di elaborazione delle politiche di settore". La sua dotazione non potrà mai scendere sotto i 400 milioni annui (a fronte degli attuali circa 200 allocati su diversi fondi). Il nuovo meccanismo di autofinanziamento sarà automatico. Le tradizioni commissioni verranno sostituite da un sistema di incentivi automatici per le opere italiane. Accanto alle agevolazioni fiscali, nascono -aggiunge il ministero- i contributi automatici la cui quantificazione avviene secondo parametri oggettivi che tengono conto dei risultati economici, artistici e di diffusione: dai premi ricevuti al successo in sala.

Il MiBACT ha poi spiegato che "fino al 18 per cento delle risorse del nuovo fondo sarà offerto a giovani autori, start-up, piccole sale, contributi a favore dei festival e delle rassegne di qualità, contributi per le attività di Biennale di Venezia, Istituto Luce Cinecittà e Centro sperimentale di cinematografia". Ci si riferisce a: imprese di produzione e post-produzione, Imprese esterne che investono nel nostro cinema, chi gestisce le sale e tanti altri ancora. Istituita una sezione speciale del Fondo di garanzia di 5 milioni di euro l'anno, per le piccole e medie imprese, per garantire operazioni di finanziamento per la realizzazione di prodotti audiovisivi e cinematografici. I contributi sono destinati a soggetti pubblici e privati per la ristrutturazione di sale dismesse, per l'apertura di nuove sale o per l'adeguamento strutturale e tecnologico di sale già esistenti. Per questo viene previsto un Piano straordinario fino a 120 milioni di euro in cinque anni per riattivare le sale chiuse e aprirne di nuove.

Si interviene così in modo sistemico sulla disciplina del settore del cinema e della produzione audiovisiva, riconoscendo il ruolo strategico dell'industria cinematografica come veicolo formidabile di formazione culturale e di promozione del Paese all'estero.

Il Consiglio sarà composto da 11 membri di alta competenza ed esperienza nel settore, oltre ai rappresentanti delle principali associazioni.

Eliminata anche la censura di Stato che interverrà soltanto in caso di abusi. Non esisteranno più le commissioni ministeriali a valutare i film, il provvedimento prevede una delega al governo per definire un nuovo sistema di classificazione che responsabilizza i produttori e i distributori cinematografici.