Usa, Clinton: "Io ultima cosa tra voi e l'Apocalisse". Trump: repubblicani sleali

Usa, Clinton:

Il messaggio di Hillary Clinton agli elettori americani non potrebbe essere più chiaro per cercare di staccare definitivamente Donald Trump. Il timore, però, è che il partito repubblicano possa perdere la maggioranza alla Camera e in Senato, lasciando via libera a Hillary Clinton e ai democratici, dopo anni in cui il Grand Old Party è riuscito a bloccare i lavori del Congresso per ostacolare la presidenza di Barack Obama. Un reportage che vede anche il vice di Hillary, Tim Kaine, definire senza mezzi termini la battaglia in corso per la Casa Bianca come una "sfida esistenziale" per l'America. Dunque, minaccia ancora una volta l'immobiliarista Usa cogliendo la ghiotta occasione di attaccare nuovamente la concorrente, se eletto, istituirà un tribunale speciale per indagare sulle e-mail spedite dalla Clinton quando era segretario di stato, mail partite da un indirizzo privato. Non solo per la violenza e irrazionalità delle sue affermazioni (ha minacciato di mettere in carcere Clinton), ma per il comportamento sul palco.

I repubblicani si spaccano su Donald Trump: allo speaker della camera Paul Ryan che ne prende le distanze dicendosi non più disposto a difenderlo, si contrappone il Republican National Committee e il suo presidente Reince Priebus che ribadiscono il loro appoggio al candidato.

"Voglio chiarire che il Comitato nazionale repubblicano si coordina in pieno con la campagna di Trump, con la quale abbiamo un buon rapporto". Una debacle fino a pochi giorni or sono considerata inimmaginabile. E ha detto di ritenersi a questo punto ormai libero "dalle catene del partito" per fare campagna come meglio crede.

Trump nel weekend aveva già detto che ci sono "zero possibilità" che lui abbandoni la corsa alla Casa Bianca e ieri se l'è presa su Twitter con Ryan che "dovrebbe passare più tempo a occuparsi di bilancio, occupazione e immigrazione illegale, invece di fare la guerra al candidato repubblicano". E alcuni suoi sostenitori in Virginia hanno manifestato davanti alla sede del partito repubblicano per chiedere più sostegno.

Alla domanda se l'8 novembre, giorno delle elezioni presidenziali, la impaurisce, Clinton ha risposto.