Università Milano Bicocca: Scompenso cardiaco, il rischio aumenta con gli antinfiammatori

Università Milano Bicocca: Scompenso cardiaco, il rischio aumenta con gli antinfiammatori

Uno studio sugli antinfiammatori ha dimostrato che l'uso di alcuni farmaci è utile per curare delle infiammazioni e il dolore, ma possono aumentare il rischio di creare disturbi ben più gravi. Gli antinfiammatori più rischiosi sarebbero ibuprofene, diclofenac, indometacina, ketorolac. Gli analgesici non sono da demonizzare, ma non bisogna nemmeno prenderli troppo alla leggera come panacea per ogni male. chi, come gli anziani, che vanno maggiormente soggetti a dolori cronici possono essere indirizzati dal proprio medico curante verso alternative come la ionoforesi o terapie del calore.

Gli antinfiammatori, o FANS, così diffusi e utilizzati possono nuocere alla salute del cuore, aumentando il rischio di scompenso cardiaco (o insufficienza cardiaca). Lo studio è stato pubblicato sul British Medical Journal. La ricerca è stata condotta da un gruppo di studio multidisciplinare e sovranazionale che, con il coordinamento di Giovanni Corrao, professore di Statistica medica dell'Università di Milano-Bicocca, ha visto coinvolti studiosi italiani (tra cui Andrea Arfè, Federica Nicotra, Lorenza Scotti e Antonella Zambon del dipartimento di Statistica e metodi quantitativi dell'Università degli studi di Milano-Bicocca), spagnoli (RTI Health Solutions, Barcellona), tedeschi (Leibniz Institute of Prevention Research and Epidemiology, Bremen), olandesi (PHARMO Institute, Utrecht, e Department of Medical Informatics, Erasmus University Medical Center, Rotterdam) e francesi (University of Bordeaux Segalen, Bordeaux).

Nei pazienti che fanno uso abituale di Farmaci antinfiammatori non steroidei i cosidetti FANS aumenterebbe il rischio di problemi cardiovascolari e ricoveri ospedalieri, questa è la conclusione alla quale è arrivato lo studio pubblicato sulla rivista British Medical Journal (BJM), coordinata dall'italiano Giovanni Corrao. Quello che è emerso è una correlazione stretta tra rischio di ricovero ospedaliero per scompenso cardiaco e dosaggio. E' stato rilevato che il rischio di ricovero ospedaliero per scompenso cardiaco è strettamente dipendente dal dosaggio: in chi utilizzava da meno di 2 settimane un qualunque farmaco antinfiammatorio non steroideo è stata calcolata una probabilità di ricovero del 19% maggiore rispetto a chi aveva usato per l'ultima volta uno di questi medicinali più di 183 giorni prima. Ma il rischio è direttamente proporzionale al dosaggio e risulta raddoppiato con dosi più elevate. "Devono stare attente quelle persone che vivono di antinfiammatori: chi prende una o due pastiglie al giorno ha un aumento di rischio sia della forma ischemica sia dello scompenso". A finire sul banco degli imputati sono sette Fans più utilizzati (diclofenac, ibuprofene, indometacina, ketorolac, naproxene, nimesulide, piroxicam) e due COX2 inibitori (toricoxib e rofecoxib).Tutavia va precisato che il rischio di ricovero per scompenso cardiaco è fortemente correlato alle dosi utilizzate.