Ungheria, il referendum voluto da Orban sui migranti non raggiunge il quorum

Ungheria, il referendum voluto da Orban sui migranti non raggiunge il quorum

Il referendum era stato convocato dal governo del premier nazionalconservatore Viktor Orban, al potere dal 2010, il quale ha deciso di consultare i cittadini sulla scelta dell'Ue di ripartire fra gli Stati membri i migranti arrivati con la recente ondata. Il risultato, infatti, rischia di essere ostaggio dell'affluenza, che deve superare il 50% per essere dichiarato valido: su questo Orban non ha promesso niente.

I voti nulli sono stati l'8%. Ognuno per sé è la formula della sconfitta di tutti. Una stima che trova conferma nei sondaggi condotti dal think tank Nezopont, per cui il 95% di quanti hanno votato al referendum sulle quote Ue per la redistribuzione dei migranti si è espresso contro di esse. Un referendum che ha il sapore di una consultazione pro o contro Bruxelles. L'opposizione di sinistra e le Ong in difesa dei diritti umani esortano al boicottaggio o al voto nullo.

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La Commissione europea, che notoriamente non ha simpatia per le consultazioni democratiche, né rispetta l'esito, ha sottolineato che l'esito del referendum non avrà alcun impatto giuridico sugli impegni presi. L'ossessione sulla politica anti-migranti, di cui Orban si è fatto capofila anche in ambito europeo, di certo ha distolto l'attenzione dalle politiche economiche e sociali del governo conservatore. Il partito Fidesz governa il Paese dal 2010 e ha come unico possibile rivale credibile per le prossime politiche del 2018 il partito di estrema destra Jobbik.

Otto milioni e 300.000 aventi diritto sono chiamati a rispondere al quesito: "siete favorevoli all'insediamento obbligatorio di non ungheresi nel Paese senza l'approvazione del parlamento?".