Roma: al Colosseo rivivono Ebla, Nimrud, Palmira

Roma: al Colosseo rivivono Ebla, Nimrud, Palmira

Rivivono al Colosseo i tesori di Palmira, Ebla e Nimrud distrutti o danneggiati dalla furia del terrorismo.

Ricostruzioni a grandezza naturale Sbriciolato a colpi di piccone, risorge il toro androcefalo alato della città assira Nimrud, nel nord dell'Iraq, ridotta lo scorso anno a un cumulo di macerie in mezzo al deserto. La sala dell'archivio di Stato del Palazzo di Ebla, sempre in Siria, che custodiva 17.000 tavolette cuneiformi, versa invece in grave stato di abbandono. La mostra-progetto, intitolata "Rinascere dalle distruzioni". Il significato della mostra, che va oltre la sfera culturale, è sottolineato dalla visita in anteprima del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, alla presenza del Ministro dei beni e della attività culturali e del turismo Dario Franceschini. Il presidente Emmanuele Emanuele: "Riteniamo che la cultura sia lo strumento primo per consentire l'abbattimento degli steccati sociali ma anche in prospettiva di abbattere quelli religiosi e razziali".

Ma non solo, perche' 'Rinascere dalle distruzioni' e' anche un "segno di speranza che dimostra che si puo' ricostruire quello che l'incivilta' ha distrutto". E in effetti sara' proprio l'eccellenza dell'Istituto superiore per la conservazione e il restauro a intervenire sulle due sculture provenienti da Palmira grazie all'apertura di un "corridoio per la cultura".

La mostra si completa con una affascinante videoinstallazione firmata da Studio Azzurro, che contribuisce a immergere lo spettatore nelle atmosfere di Siria e Iraq: protagonisti, gli occhi delle persone che, da custodi di una memoria condivisa, sono divenuti i testimoni della sua distruzione.

Del resto, "questa mostra e' tutta italiana e dimostra come il nostro Paese abbia le capacita' scientifiche, tecniche e l'amore per la civilta' per permettere le ricostruzioni".

Un risultato, quello a cui ha portato la mostra al Colosseo con l'arrivo di due opere originali da Palmira, che per il ministro Gentiloni rappresenta tra l'altro "un'importante operazione anche sul piano politico e diplomatico".

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