Riforma pensioni, le ultime novità al 24 ottobre 2016

Riforma pensioni, le ultime novità al 24 ottobre 2016

Manca il testo della Riforma Pensioni in Legge di Stabilità 2017 atteso alla Camera questa settimana (in ritardo rispetto alla data prevista del 20 ottobre), poi si capirà meglio la questione. Il futuro pensionistico non è roseo per chi è già inserito nel mondo del lavoro, ma con buone probabilità sarà ancora peggiore per chi oggi passa le sue giornate sui libri di scuola; forse per questo e per tutelare i figli, quasi il 10% delle richieste è legato a prodotti dedicati agli studenti, ovviamente richiesti dai genitori.

Per saperne di più si consiglia SPECIALE PENSIONE ANTICIPATA: DA QUANDO E PER CHIPensione anticipata nel 2017: per chi?

Nei giorni passati, ci era già capitato di parlare del cosiddetto APE, acronimo di anticipo pensionistico. La riforma delle pensioni terrà conto, secondo il Ministro Poletti sia del tipo di attività svolta dal lavoratore che della conseguente speranza di vita che ovviamente non può essere uguale per tutti.

L'anticipo pensionistico APE anche per lavoratori part-time, che possono ridurre l'importo del trattamento, rendendolo un'integrazione allo stipendio a tempo parziale.

Osservando gli indicatori statistici desunti dai dati dei primi nove mesi del 2016 rispetto a quelli del 2015, nell'esame dei flussi di pensionamento, si rileva una maggiore incidenza dei trattamenti di invalidità rispetto a quelli di vecchiaia, dovuta esclusivamente ad una minore consistenza delle pensioni di vecchiaia decorrenti nei primi tre trimestri 2016 a fronte di una sostanziale stabilità dei trattamenti di invalidità; minore invece è l'incidenza sulle pensioni di vecchiaia di quelle di anzianità/anticipate a causa di una effettiva riduzione di queste ultime; sempre in confronto al dato complessivo del 2015, nei primi nove mesi del 2016 si registra nelle liquidazioni un peso superiore della componente femminile, ed una sostanziale stabilità della componente di trattamenti ai residenti del Nord. L'anticipo pensionistico potrà essere richiesto anche da chi vuole mantenere il lavoro o trasformarlo in un part time. L'Ape social A proposito di anticipo pensionistico, potranno usufruire della nuova Ape non solo i lavoratori che decideranno di farsi anticipare la somma dalla banca, ma anche coloro che si trovano in condizioni sociali ed economiche particolarmentedisagiate. Bisognerà però aver lavorato (e versato i contributi) per almeno 12 mesi prima dei 19 anni. Prima però di passare a tale valutazione, la Fondazione, in un recente documento, ha inteso puntualizzare che anche l'Ape social determinerà a carico del bilancio dello Stato oneri importanti.

Essendo in forma totalmente sperimentale, la riforma coinvolgerà i lavoratori dipendenti di aziende o del pubblico impiego e dopo il biennio 2017-2018, si valuteranno i risultati ottenuti e si prenderà la decisione di mantenerla oppure di cancellarla.

Potranno accedere all'Ape i lavoratori che hanno almeno 63 anni di età e 30 anni di contributi se disoccupati, invalidi o parenti di invalidi; almeno 63 anni e 36 anni di contributi per quelli impegnati in lavori "pesanti"; almeno 63 anni di età e 20 anni di contributi se lavoratori attivi.