Riforma pensioni lavoratori precoci: niente più penalizzazione dal 2018

Riforma pensioni lavoratori precoci: niente più penalizzazione dal 2018

Peraltro, sono considerati lavoratori precoci non soltanto coloro che hanno iniziato a svolgere la propria attività da minorenni, ma anche coloro che hanno iniziato a lavorare prima del compimento di 19 anni di età.

Per quanto riguarda l'opzione donna, la Armillato, portavoce del gruppo Facebook "Comitato Opzione Donna": "Per tutte le donne che non conoscono la storia di questo Comitato e soprattutto non ne conoscono il percorso ne gli attori e lamentano il fatto che i rappresentati politici non supportano le cause dei lavoratori, specie riguardo ad Opzione Donna, elenco i parlamentari di Camera e Senato che hanno appoggiato e continuano ad appoggiare la causa e che hanno lavorato molto e molto duramente, affinché il diritto fosse ripristinato ed ora vigileranno sulle risultanze del Contatore...". Le rate comporteranno una penalizzazione della pensione pari a circa il 5-6% per ogni anno di anticipo.

Il verbale sottoscritto da Governo e sindacati sulle pensioni prevede la possibilità per i lavoratori precoci di accedere alla pensione con la Quota 41 a prescindere dall'età anagrafica, a condizione che abbiano lavorato almeno 12 mesi prima del diciannovesimo anno di età, cioè tra i 14 e i 18 anni. Quindi con la riforma Fornero per chi matura i requisiti dal 1 gennaio 2018 la penalizzazione dovrebbe concretizzarsi con una decurtazione dell'1-2% per ogni anno di anticipo prima dei 62 anni di età. Alcuna categorie, però, non saranno penalizzate: i disoccupati di lungo corso privi di ammortizzatori sociali;gli invalidi;coloro che assistono un familiare con handicap grave (beneficiari della Legge 104); gli addetti a mansioni ad alto rischio infortunio; gli addetti a mansioni particolarmente faticose e pesanti. A questo riguardo, nel "verbale d'intesa" si prefigura una non ben definita "fase due" nella quale si dovrebbe affrontare proprio il problema delle contribuzioni saltuarie e inadeguate degli attuali lavoratori; ma - paradossalmente - la sua soluzione viene collegata alla riduzione del cuneo fiscale che implica il taglio dei contributi aziendali al finanziamento delle pensioni dei lavoratori e un processo redistributivo a sfavore di questi ultimi; il quale ci sarebbe anche se la decontribuzione a favore delle imprese venisse completamente fiscalizzata.

A questi è riservata una via d'uscita prioritaria a 41 anni di contributi.

Ma andiamo per ordine e cerchiamo di fare chiarezza sulle ultime novità che riguardano il pensionamento dei lavoratori precoci. Ma ciò accade solo fino a dicembre 2017. Il tavolo di confronto resta comunque aperto al fine di individuare una soluzione anche per altri lavoratori precoci.