Renzi: concorsi pubblici per 10.000 persone ma basta con impiegati "alla Zalone"

Renzi: concorsi pubblici per 10.000 persone ma basta con impiegati

C'è fame di lavoro anche in sanità. Lo ha annunciato il presidente del Consiglio Matteo Renzi parlando all'assemblea nazionale dell'Anci a Bari. "Ruffini mi ha confermato che dal 7 novembre partirà un sms se si ha un ritardo nei pagamenti". Il premier ha però anche sollecitato un cambio di mentalità tra i dipendenti pubblici: "Bisogna rottamare la filosofia 'Checcozaloniana' dell'impiegato pubblico, devono per primi tornare a sentire l'orgoglio di servire il tricolore".

Con riguardo alla mini-riforma delle pensioni, che introduce il cosiddetto Ape che permette di anticipare l'entrata in pensione pagando una penalizzazione proporzionata al numero di anni, Matteo Renzi sostiene che l'accordo con i sindacati "è oggettivamente un passo in avanti significativo, vediamo se apre spazi nuovi nel turn over nel pubblico, non so quanti accetteranno. Poi bisogna anche sbloccare i contratti".

Ancora Renzi ha detto che "Si può discutere tutto, dire che questo governo non fa abbastanza, ma bisogna liberarci di un atteggiamento, tipico di una parte dei nostri concittadini quando partiamo con un cantiere. Riattribuire al sindaco funzione di leadership nel sistema istituzionale è una sfida importante che noi abbiamo messo sul tavolo". "I bambini devono essere vaccinati, con un investimento in scienza non nelle invenzioni di chissà chi". Quindi, soldi ai Comuni per lo sviluppo delle periferie."C'erano 500 mln sul 2016 - ha detto - ma avete presentato progetti per 2,1 mld. Tutti i progetti presentati saranno finanziati entro il 2017". Di fronte alla platea dei sindaci riunita per ascoltarlo, Renzi ha parlato anche delle unioni fra Comuni: "Vanno incentivate, ma non possono essere un obbligo. A De Magistris dico anche che il suo progetto Scampia sarà comunque premiato con un uleriore bonus".

Infine, in merito all'immigrazione, il premier ha precisato che "c'è una posizione italiana che è quella di dire, nella discussione sui prossimi fondi europei, dal 2020 in poi, che dobbiamo impegnarci perché passi una regola: quei Paesi non in grado di rispettare gli impegni sulle regole sull'immigrazione e che alzano muri non devono avere finanziamenti privilegiati".