Referendum: Crimi, siamo a truffa 5.0, dopo Tar valuteremo tutte le strade

Referendum: Crimi, siamo a truffa 5.0, dopo Tar valuteremo tutte le strade

Il quesito referendario è stato già approvato dalla Corte di Cassazione e il Tar non è il luogo adatto per ricorrere. Scrivono, infatti, i giudici amministrativi in una nota: "L'individuazione del quesito contestato è riconducibile alle ordinanze adottate dall'Ufficio Centrale per il Referendum istituito presso la Corte di Cassazione ed è stato successivamente recepito dal Presidente della Repubblica nel decreto impugnato". La decisione è stata assunta dalla sezione 2bis del Tar Il ricorso era stato presentato giudicando ingannevole il contenuto del quesito referendario. Oggi il tar Lazio ha motivato il respingimento dichiarandone l'inammissibilità per difetto assoluto di giurisdizione.

Nel dettaglio, gli avvocati Tani, Bezza, Zecca e Besostri chiedono che la Corte Costituzione si pronunci sulla legittimità o meno della legge 352 del 1970 "laddove non prevede l'articolazione dei quesiti in caso di referendum approvativo", ha spiegato l'avvocato Tani. Secondo Siclari "sono sbagliate la strada e la procedura seguite dai ricorrenti".

Il Tar del Lazio ha dichiarato inammissibile per difetto di giurisdizione il ricorso sul quesito del referendum costituzionale presentato da M5s e Sinistra italiana.

La risposta dei Cinque Stelle non si è fatta attendere: "Per capire la portata della decisione bisogna leggere le motivazioni". "Siamo convinti di essere nel giusto - dice commentando a caldo la notizia - e non ci arrenderemo perché il titolo della riforma è una truffa".