Ragazzina aggredita da una 'bulletta'

Ragazzina aggredita da una 'bulletta'

Non ci metteranno molto a scoprire nome e cognome della bulletta e si spera che verranno presi dei seri provvedimenti contro di lei, ma anche contro chi non ha fatto nulla per impedire che la situazione degenerasse.

Un brutto atto di bullismo ai danni di una ragazzina che nessuno ha difeso, malgrado fossero presenti tante persone. Uno di loro però filma l'accaduto e il video, presumibilmente girato a Muravera vicino ad un istituto superiore, viene postato su facebook da una donna che invita la "bulla" e gli altri ragazzi presenti a vergognarsi per il loro comportamento. Numeri destinati a crescere se una ragazza non avesse segnalato il filmato per cercare di evitare che l'umiliazione si amplificasse ulteriormente: "Rimango veramente allibita dall'ignoranza di certi elementi che sfortunatamente nel 2016 esistono ancora - si legge nel commento - Certi avvenimenti dovrebbero essere immediatamente segnalati al fine di tutelare i diritti della ragazza".

I carabinieri della Compagnia di San Vito hanno acquisito il video.

UN'AGGRESSIONE STUDIATA A TAVOLINO - In un attimo lo scontro entra nel vivo: "Voglio sapere di questa storia, c'era la faccia, e c'era la foto mia?". "Mettete la foto", dice rivolta al branco che assiste e continua ridere.

Nelle immagini si vede la bulla prendere a schiaffi la ragazzina, insultarla e minacciarla di morte, davanti agli occhi indifferenti di decine di coetanei che le incitano e non intervengono. La vittima chiede scusa, ma evidentemente non le è sufficiente e ordina di dirlo "a voce più alta" per ben tre volte. L'altra ragazza prova a farlo ma non basta, la bulla gli ordina di gridarlo forte e di mettersi in ginocchio. Fuori campo si sente la voce di un ragazzo che dice: "No, M.se glielo fai fare, giuro, ti picchio io".

La vittima si incammina sommersa da urla selvagge, fischi e insulti: "O' loffia, o soggetta" (stupida in sardo) e ricoperta di vergogna. Una scena triste con la ragazza che piange e ha dietro il branco che la ingiuria selvaggiamente e la segue, come a volerla lapidare. "Gli atti di bullismo, discriminazione, violenza e prevaricazione sono sempre da stigmatizzare - ha aggiunto Firino - e sono da ascrivere a una responsabilità collettiva".

Ora i carabinieri, che hanno già identificato numerosi presenti, stanno per chiudere il cerchio per stabilire la data e le motivazioni dell'aggressione. Intanto la bulla ha cancellato la sua pagina Facebook.