Putin mette le ali al petrolio

Putin mette le ali al petrolio

Russia will remain a reliable energy supplier to global markets, Russian President Vladimir Putin said at the World Energy Congress in Istanbul on Monday.

"Data l'attuale situazione, riteniamo che un congelamento o una riduzione della produzione di petrolio sia il solo modo di preservare la stabilità del settore energetico e accelerare un riequilibrio del mercato". Reduce da tre settimane in rialzo, il petrolio a novembre al Nymex ha aggiunto il 3,09% a 51,35 dollari al barile. "Sosteniamo l'iniziativa recente dell'Opec di fissare dei limiti alla produzione e speriamo che quest'idea si trasformi in accordi specifici alla riunione dell'Opec a novembre, dando un segnale positivo a mercati e investitori".

Nel discorso di Al Falih non si notano cenni alla posizione dell'Iran, ma vengono citate solamente Libia e Nigeria, nazioni che, secondo il ministro, dovranno essere oggetto di un accordo "accomodante" in quanto entrambi i paesi hanno come obiettivo il recupero del potenziale produttivo andato perso a seguito delle disastrose condizioni geopolitiche interne.

Il ministro saudita dell'Energia, Khalid al-Falih, si è detto ottimista su un accordo entro la fine del prossimo mese. "Ci sono passi avanti, soprattutto perché i paesi dell'Opec stanno finalmente iniziando ad andare d'accordo tra loro".

La Russia, che era inizialmente contraria alla riduzione della produzione, afferma di aver superato gli 11 milioni di barili a settembre, oltre la produzione dell'Arabia Saudita, primo produttore Opec. L'assenza dei due ministri del Petrolio è anche confermata dalla lista delle personalità che prendono parte al Congresso di Istanbul che vede la partecipazione da parte iraniana del ministro dell'Energia, Hamid Chitchian, e da parte irachena il ministro dell'Elettricità, Qasim Mohammed Abed Al Fahdawi.