Psoe: Sanchez battuto su mozione per congresso

Psoe: Sanchez battuto su mozione per congresso

Il leader del Partito socialista spaspagnolo Pedro Sanchez si è dimesso, aprendo la strada ad uno sblocco della crisi politica che dura da nove mesi in Spagna. La sua mozione per la tenuta di un congresso straordinario e di primarie in ottobre è stata bocciata dal consiglio federale socialista con 133 voti contrari e 107 a favore.

Gli oppositori di Sanchez sono orientati a dare il via libera con l'astensione parlamentare al governo Rajoy, che ha vinto le ultime due elezioni pur non avendo da solo i numeri sufficienti per governare, in modo da rendere il Psoe decisivo sulle sorti del nuovo governo, che potranno sempre far cadere ritirando l'astensione nel caso compiesse passi sgraditi. Gli oppositori chiedono che il partito sia ora guidato da una direzione provvisoria. Susana Diaz, presidente della Regione di Andalusia, lancia la sfida alla leadership. Per riuscire nell'impresa l'unica soluzione era contare sull'astensione dei socialisti, che hanno 85 seggi, 5 in meno del voto di dicembre 2015 ma ben 25 in meno rispetto al voto del 2011 quando segretario era Alfredo Perez Rubacalba, sostituito il 26 luglio 2014 da Sanchez.

Il giudizio, che all'interno del Psoe pesa moltissimo, è di Gonzalez, esponente storico del partito, il quale si è schierato tra la frangia di quelli che vorrebbero astenersi, permettendo così di creare un nuovo governo al premier uscente e leader dei popolari, Mariano Rajoy. Un uomo anche molto rispettato dentro il parlamento Spagnolo. La sua posizione oltranzista stava portando la Spagna verso alle terze elezioni in meno di un anno.

Chi sarà il prossimo dirigente? . Sanchez, ha annunciato le dimissioni dopo essere stato messo in minoranza da un voto del Comitato federale del Psoe. Ma non ce l'ha fatta. "Una vergogna" ha denunciato El Pais.