Processo Mediatrade, la Cassazione assolve Confalonieri e Piersilvio Berlusconi

Processo Mediatrade, la Cassazione assolve Confalonieri e Piersilvio Berlusconi

La seconda sezione penale della Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio le condanne per frode fiscale su diritti televisivi ad un anno e due mesi di reclusione emesse dalla Corte di appello di Milano lo scorso marzo nel processo Mediatrade nei confronti di Piersilvio Berlusconi e Fedele Confalonieri, vicepresidente e presidente di Mediaset. In base a quanto appreso da fonti della difesa, le condanne sono state annullate perché il fatto non costituisce reato. I termini di prescrizione sarebbero scattati tra qualche settimana. L'udienza si é svolta stamani e la decisione si é appresa in tarda serata. Mediaset - si legge in una nota diffusa dal gruppo - esprime soddisfazione per la decisione odierna della Corte che "ristabilisce la verità, annullando la sentenza di appello". Dopo una vicenda giudiziaria durata anni Pier Silvio Berlusconi e Fedele Confalonieri sono stati assolti. Una frode però che era avvenuta e che i giudici di secondo grado associarono a una responsabilità personale.

A chiedere l'accoglimento nel merito dei ricorsi proposti dai difensori (Filippo Dinacci e Nicolò Ghedini per Berlusconi jr., Franco Coppi-Alessio Lanzi-Lucio Lucia per Confalonieri) era stato anche il pg Fulvio Baldi, secondo il quale la condanna era minata da un vizio di correlazione tra l'accusa mossa agli imputati (essere incorsi nel reato attraverso la commissione di una determinata condotta) e la motivazione contenuta nella sentenza (esservi incorsi attraverso l'omissione di una condotta).

Secondo l'accusa, che aveva delineato un sistema di compravendita di diritti tv "gonfiati", la frode perdurava da più di vent'anni.

Felici (perché assolti) e vincenti (una "lotteria" svizzera da 148 milioni di dollari).