Pil: Istat rivede crescita 2015, da +0,8% a +0,7%

Pil: Istat rivede crescita 2015, da +0,8% a +0,7%

Renzi esprime comunque soddisfazione nonostante la revisione al ribasso della crescita del PIL da parte dell'ISTAT.

Il Pil italiano nel 2015 è cresciuto dello 0,7% e non dello 0,8%, come si riteneva: a comunicarlo è stato l'Istat, che ha rivisto al ribasso la stima preliminare di marzo.

Il rapporto deficit/Pil nel 2015 si è attestato al 2,6% (contro il 3% del 2014), mentre sono state tagliate le stime del debito pubblico, che l'anno scorso si è attestato 132,2% del Pil (dal 131,8% del 2014). Le stime formulate ad aprile 2016, volevano un rapporto al 132,7%.

Il saldo primario, indebitamento netto al netto della spesa per interessi, è risultato positivo e pari all'1,5% del Pil. "Venti mesi fa le cose stavano peggio in Italia - ha detto il premier - il segno del Pil e degli occupati non era più, ma era meno, oggi in Italia il meno è diventato più anche se non siamo soddisfatti". Sempre nel 2015 la spesa per i consumi su dell'1,5%, le esportazioni di beni e servizi del 4,3% e le importazioni del 6%. Il valore aggiunto, a prezzi costanti, è aumentato del 3,7% in agricoltura e pesca, dell'1,3% nell'industria e dello 0,4% nei servizi. "Questa revisione al rialzo del 2014 è importante perché dimostra un leggero rialzo nel 2014 e anticipa il punto di svolta rendendo più coerente il nostro quarto con quello europeo", commenta il presidente dell'istituto di statistica Giorgio Alleva.

Consumi delle famiglie, nel 2015 +1,5% Nel 2015 alla luce di un reddito lordo disponibile delle famiglie italiane cresciuto dello 0,9% sia in valore nominale, sia in termini di potere d'acquisto, la spesa per consumi finali è cresciuta dell'1,5%. Lo comunica l'Istat, sottolineando come questo andamento abbia determinato un calo di 0,6 punti percentuali della propensione al risparmio (ovvero il rapporto tra il risparmio lordo delle famiglie e il loro reddito disponibile), che è scesa all'8,3%, dall'8,9% del 2014.