Palermo, la grana "firme false" blocca le comunarie dei Cinquestelle

Palermo, la grana

La Procura di Palermo ha riaperto oggi l'indagine coordinata dal procuratore Francesco Lo Voi e dall'aggiunto Dino Petralia; l'inchiesta era gia' stata aperta su sollecitazione di alcuni attivisti 5 Stelle ma poi archiviata. È quanto scrive il blog di Beppe Grillo in un post. "Noi siamo parte lesa, ma se verrà confermato che qualcuno del M5s è coinvolto prenderemo immediati provvedimenti disciplinari". La vicenda è riesplosa dopo due servizi de Le Iene, venute in possesso di un elenco con le firme originali di alcuni attivisti che hanno disconosciuto gli autografi sul documento originale, acquisito dall'ufficio anagrafe dal segretario provinciale del Pd, Carmelo Miceli e depositato nel 2012 dal M5s.

Come raccontato da alcuni militanti, nel 2012 un gruppo di attivisti, per un errore nella compilazione dell'anagrafe di un firmatario (l'indicazione errata della località di nascita di uno dei candidati alla carica di consigliere comunale), avrebbe ricopiato circa 2mila firme originali per evitare un annullamento delle candidature da parte dell'ufficio elettorale.

E ancora: "Stando alla ricostruzione andata in onda - si legge ancora - siamo davanti a un dramma dell'ignoranza".

La vicenda ha fatto scoppiare un vero e proprio caso nel Movimento 5 Stelle di Palermo, che in queste settimane era alle prese con la definizione delle "confinarie", le primarie per scegliere il candidato sindaco in vista delle elezioni dell'anno prossimo. Così, anzichè raccogliere nuovamente le firme, sono state ricopiate tutte le firme in un un nuovo modulo, il che configurerebbe un reato grave anche se compiuto in modo stupido e per nessuna ragione.

Secondo Grillo il numero di firme necessarie sarebbe stato raggiunto comunque e "non c'è stato alcun beneficio perché nessuno dei candidati è stato eletto in comune". Per questo Grillo chiede di compilare un form "se qualcuno degli attivisti del MoVimento 5 Stelle a Palermo sa qualcosa di più" e di rivolgersi alla Procura di Palermo.