Nuova indagine per Facebook e Whatsapp: ecco le criticità

Chi invece ha già dato il consenso, lo ha 30 giorni di tempo per revocarlo: dall'app basta andare in Impostazioni Account Condividi le informazioni del mio account.

Anche in Italia il Garante della privacy ha aperto un´inchiesta dopo che l´app di messaggistica ha modificato ad agosto la sua policy sulla privacy per poter mettere a disposizione di Facebook informazioni sui suoi utenti, anche per scopi di marketing.

All'inizio del merse si è mosso anche l'Antitrust europeo, guidato da Margrethe Vestager.

L'ultimo baluardo, riguarda ora la tutela dei contatti presenti nelle rubriche, soggetti che non hanno mai acconsentito al trattamento delle proprie informazioni da parte di nessuna delle due aziende. Le criticità già rilevate in passato vengono in questo modo moltiplicate. "La connessione dei propri account con Facebook deve essere una loro decisione". "Facebook è conforme alla legge europea sulla protezione dei dati".

In WhatsApp.pdf" target="_blank">un comunicato pubblicato Martedì, il Garante della privacy tedesco ha detto che la condivisione dei dati degli utenti di WhatsApp con Facebook costituisce "una violazione del diritto nazionale sulla protezione dei dati".

Il Garante per la protezione dei dati personali ha annunciato l'apertura di un'istruttoria sulla condivisione dei dati tra Facebook e WhatsApp. "Facebook deve chiedere loro il permesso", ha avvertito il direttore dell'autorità Johannes Caspar.

Inoltre l'informativa sarebbe particolarmente vaga, non si comprenderebbe cioè agevolmente lo scopo per il quale si decida di trasferire i dati personali, anche se, secondo il Garante e secondo chiunque conosca un minimo il mercato del Web, sia abbastanza scontato che si tratti di un trasferimento finalizzato all'avviamento di nuove operazioni di marketing da parte di Facebook. Il Garante della privacy ricorda che "lo scambio di indirizzari non può avvenire senza il consenso degli interessati" ma "ad un primo esame, nelle nuove regole adottate da WhatsApp, sembrerebbe non essere previsto un consenso differenziato per le diverse opzioni e che gli utenti siano di fatto costretti ad accettare in blocco le condizioni che prevedono lo scambio dei dati".

Una situazione che riporta ad un'altra vicenda che ha visto coinvolto Zuckerberg nel caso della geolocalizzazione anche se, stavolta, il Garante non ci andrà affatto leggero.

Facebook ovviamente dovrà adeguarsi alle normative vigenti sulla privacy in ogni singolo stato dove l'applicazione viene scaricata e utilizzata, ma per adesso tutti i vostri dati personali sono utilizzati sul social network per pubblicità mirata.