Nobel: esperto, da studi Ohsumi scoperta "doppia faccia" autofagia

Nobel: esperto, da studi Ohsumi scoperta

Questa è una delle funzioni alla base di tutte le cellule viventi. L'annuncio è stato dato oggi, 3 ottobre 2016, come da tradizione, al Karolinska Institutet di Stoccolma. Grazie alle ricerche di Ohsumi sono cambiate anche le prospettive nello studio della risposta alle infezioni, comprendendo che virus e batteri vengono spesso rimossi proprio grazie al meccanismo dell'autofagia. Lo scienziato ha studiato il metodo con cui le cellule eliminano le sostanze di scarto, una strategia dell'organismo umano che potrebbe intervenire particolarmente anche nell'insorgenza di alcune malattie, come quelle neurologiche e i tumori. "Ohsumi ha il merito di aver effettuato i primi esperimenti che hanno dimostrato l'esistenza dell'autofagia nel lievito per il pane, un modello di studio molto utilizzato per le cellule umane", ha riferito Chiariello. "Da un lato - ha spiegato Chiariello - l'autofagia consente di contrastare l'accumulo di materiale in eccesso o danneggiato che puo' portare allo sviluppo di malattie neurodegenerative come il Parkinson; dall'altra puo' favorire i meccanismi di resistenza dei tumori ai trattamenti: in questo caso l'autofagia altro non e' che un sistema che permette alla cellula tumorale di resistere allo stress causato dai trattamenti". Il premio ammonta a 8 milioni di corone svedesi, al cambio odierno oltre 830mila euro.

Il biologo cellulare Yoshinori Ohsumi è nato 1945 in Giappone, a Fukuoka. "E questo è quello che in fondo caratterizza la vita", ha commentato a caldo Ohsumi.

"Si tratta di un Nobel meritatissimo che premia la scoperta (una delle ultime) di un nuovo concetto di biologia generale, la cui importanza è divenuta chiara solo negli ultimi anni", osserva Francesco Cecconi, docente di biologia dello sviluppo all'Università di Roma Tor Vergata.

Il 71enne del Tokyo Institute of Technology è inoltre uno dei 38 vincitori 'solitari' del premio, che non lo hanno dovuto dividere con altri scienziati, cosa che è avvenuta 32 volte per un 'duo' di ricercatori, e 36 volte per un 'trio' di studiosi.