Movimento 5 stelle, come potrebbe cambiare il regolamento interno

Movimento 5 stelle, come potrebbe cambiare il regolamento interno

Circostanza che però è espressamente vietata dall'articolo 67 della Costituzione.

Blindare le espulsioni dei dissidenti e impedire a Federico Pizzarotti di ricandidarsi al Comune di Parma sotto le insegne dei 5 Stelle.

Da oggi, martedì 26 settembre, sul blog di Beppe Grillo gli iscritti del Movimento 5 Stelle possono votare le proposte di un nuovo regolamento e per modificare il cosiddetto "Non Statuto". Sono tre i quesiti sottoposti alla base pentastellata.

Procedendo per ordine, la modifica del Non Statuto prevede la sua integrazione con il Regolamento "recependone le regole tra i principi modificati".

"Venduti al potere", "giornalista terrorista", "servi", "mafiosi", "buffoni" sono soltanto alcuni degli insulti rivolti all'indirizzo dei giornalisti presenti, i quali sono stati anche spintonati e presi a schiaffi.

A Beppe Grillo, "in qualità di garante del M5s", viene lasciata la facoltà di "annullare le sanzioni" e di sottoporle alla votazione degli iscritti. "Grillo si conferma l'uomo solo al comando e su Roma mette il bavaglio ai cinquestelle".

Più autonoma, ma anche più sola. Per quanto riguarda gli eletti, sono diverse le fattispecie passibili di essere perseguite: si va dalla "promozione, organizzazione o partecipazione a cordate o gruppi riservati di iscritti" alla "violazione degli obblighi assunti all'atto di accettazione della candidatura". Se si viene sospesi o richiamati, insomma, non se ne può far menzione con i giornali. E la declamata democrazia dal basso 2.0, fatta di piattaforme di discussione e di progetti di legge scritti, discussi e votati online? Non proprio, perché esiste un secondo grado di giudizio "calato dall'alto". Qualche mese fa, infatti, il fondatore del Movimento 5 stelle aveva avvertito di star facendo "un passo di lato", lasciando spazio e potere decisionale al Direttorio. Una scelta antitetica a quella del Partito Democratico, che da quando è nato è aperto pure a "cittadine e dei cittadini dell'Unione Europea residenti" e a "cittadine e cittadini di altri Paesi in possesso di permesso di soggiorno". Questo a meno che non passi la versione più edulcorata del regolamento, che non prevede l'allontanamento dal M5S. Lo dichiara il senatore Stefano Esposito, che continua: "Ma è anche di più: dimostra che nel movimento è in corso una sfida sanguinosa tra le varie "anime", cioè le correnti". La mossa è da leggere soprattutto in chiave anti-Pizzarotti, in attesa di sapere quale sarà il suo destino nel Movimento anche per preparare la sua campagna elettorale e candidarsi alle comunali che si terranno nel 2017. "La seconda proposta di modifica, nella quale non è più prevista la possibilità di espulsione, prevede come sanzioni disciplinari il richiamo, la sospensione sino a 24 mesi e, nei casi di perdita dei requisiti di iscrizione, la sospensione a tempo indeterminato". "In due giorni, dall'uno vale uno siamo passati al capo politico, al passaggio dinastico e a regole ad personam per far fuori i non allineati. Se questi sta bene a tutti, mi chiedo se sono ancora nel posto giusto".