Milano, l'addio laico a Dario Fo

Milano, l'addio laico a Dario Fo

Migliaia di persone in piazza del Duomo, a Milano, hanno dato l'ultimo saluto a Dario Fo. Il figlio di Fo ha poi aggiunto: "Mio padre poteva sembrare uno distratto, ma quando qualcuno voleva parlargli poteva stare a sentirlo per ore".

Dario Fo è morto ieri a Milano, dopo essere stato ricoverato per l'aggravamento delle suo condizioni di salute. "In questa giornata che celebriamo è meglio essere generosi che avari". E la gente che li ha colpiti han perso.

Alla camera ardente sono presenti anche i giovani, come i ragazzi di un liceo milanese: "Abbiamo scoperto Dario Fo a scuola - ha spiegato uno di loro - lo abbiamo studiato".

Il figlio di Fo è stato accanto al padre fino all'ultimo e, adesso che non c'è più, non può che definire la morte del padre come "il gran finale" di una vita vissuta interamente con passione, arte e impegno civile. "Il momento più commovente che ho di Dario è quando ha fatto 'La fame dello Zanni', davanti a 7.000 contadini, pescatori, nomadi, di 150 Paesi - ha ricordato -". In piazza Duomo, intanto, dagli altoparlanti è partita una delle canzoni di Fo, 'Stringimi forte i polsi'.

"Dario ha parlato agli ultimi della terra e gli ultimi della terra lo hanno capito": inizia cosi l'orazione di Carlo Petrini sul sagrato del Duomo di Milano dove si è svolto il funerale laico sotto una pioggia battente. La banda degli Ottoni a Scoppio è nota a Milano e aveva già Suonato ai funerali di Franca Rame e di Enzo Jannacci. Così Jacopo Fo, ricorda il padre. "Fai sempre quello che desideri e che sogni, mi diceva mio padre, e questo hanno sempre fatto i miei genitori". Saviano ha aggiunto un ricordo personale dell'artista che "non si è mai reso banale, semplice, ma allo stesso tempo non è mai stato accademico": "Mi mancheranno molto - ha concluso - gli sms che erano molti e arrivavano sempre da lui e da Franca dopo ogni apparizione televisiva perché sapeva che ero insicuro".

"In tutte le storie di mio padre ci sono delle soluzioni geniali che possono rovesciare la situazione perché se smettiamo di pensare nel modo che ci hanno suggerito: che una fortezza impenetrabile sia veramente invincibile, allora possiamo trovare un'idea ridicola... una risata vi seppellirà".

Per oggi, il sindaco Beppe Sala ha deciso di proclamare il lutto cittadino, bandiere civiche a mezz'asta, come "gesto di vicinanza e affetto da parte dell'amministrazione e di tutta Milano". "Resta nel nostro cuore", ha detto Chiara Appendino, sindaco di Torino, che ha visitato la camera ardente del Nobel. "Quindi sarà focalizzare dei momenti per me significativi ma anche raccontare quello che ha significato lui, al di là della nostra amicizia cinquantennale".