Messina, il sindaco pacifista decrescista dice No al ponte

Messina, il sindaco pacifista decrescista dice No al ponte

Se in Italia anche solo accennare a un ponte che unisca la Sicilia al "continente" si risolve immediatamente in una cascata di pesci in faccia, in Asia progetti analoghi - molto più impegnativi, anzi - non solo si discutono: si fanno. Il Presidente del Consiglio - dice ancora Nicolò - quasi con spirito goliardico, ripropone al Paese ed al mondo intero il Ponte non comprendendo che questi modi 'estemporanei' gettano ombre sulla veridicità delle sue affermazioni e discredito sulle istituzioni della nostra nazione. Ma il bello è che sono minchiate tutte e due. "Noi, pertanto, crediamo che sia giunto il momento di fare chiarezza rispetto alle sue posizioni e chiediamo, con spirito propositivo, se ciò che dice Renzi, pur smentendo se stesso, sia reale oppure se intende solo trascinare l'Italia nella fiera delle vanità senza costrutto". Dal punto di vista ecologico "Lo Stretto è uno dei tre corridoi di migrazione degli uccelli che si dirigono verso l'Africa, il ponte sarebbe una barriera".

Il Ponte sullo Stretto di Messina rinasce in Parlamento. E sempre sarà sollecitata perchè la continua sollevazione, a centinaia e centinaia di chilometri, determina un'immersione della faglia nordafricana che va a finire sotto la Grecia.

Ora la proposta di legge di Ap vuole rimettere in pista la Stretto di Messina Spa ad oggi una società senza personale, senza sedi, con importanti contenziosi aperti: secondo il bilancio intermedio di liquidazione del 2015 firmato dal commissario liquidatore Vincenzo Fortunato, la Stretto di Messina spa non ha più dipendenti dal primo gennaio 2014: l'unico personale operante è formato da 7 persone in distacco e altre cinque utilizzate parzialmente. "Siamo soddisfatti". L'opposizione, invece, è fortemente critica e annuncia ostruzionismo. Da troppi anni ormai i cittadini siciliani subiscono gravi disagi a causa di infrastrutture obsolete e servizi inadeguati: non c'è bisogno di altisonanti annunci propagandistici ma di assunzioni di responsabilità e azioni concrete, che garantiscano la sicurezza e il funzionamento dei servizi in settori prioritari come i trasporti e l'idrico.