Messico, nasce il primo bambino col Dna di tre persone

Messico, nasce il primo bambino col Dna di tre persone

E' nato in Messico il primo bambino al mondo nato dal dna di tre genitori. Il neonato ha 5 mesi e si chiama Abrahim. Questi sono separati dalla maggior parte del nostro DNA, che è alloggiato nel nucleo di ogni cellula.

I geni della malattia sono nei mitocondri.

Per dieci anni la coppia, originaria della Giordania, aveva provato con tutti i mezzi di concepire un bambino, ma la donna ha una malattia rara che causa la morte dei bambini. Ad intervenire sono stati il dottor John Zhang e il suo team del New Hope Fertility Center di New York. Quello dell'ovulo donato viene scartato e sostituito da quello dell'ovulo della madre.

I medici che hanno fatto nascere Abrahim, hanno dichiarato che il loro obiettivo adesso è quello di evitare che il bambino erediti la patologia della madre che purtroppo soffre della sindrome di Leigh. "E' una notizia entusiasmante", afferma Bert Smeets, il quale esercita presso l'Università di Maastricht, nei Paesi Bassi. Il ricercatore statunitense presenterà la procedura utilizzata al Convegno annuale dell'American Society for Reproductive Medicine che si terrà ad ottobre a Salt Lake City. L'équipe, per fare in modo che il bambino non ereditasse dalla madre la Sindrome di Leigh, una gravissima malattia neurologica di cui è portatrice, ha utilizzato per la fecondazione, oltre che le cellule uovo dei genitori, anche materiale genetico di una donatrice. Egli è fermamente convinto di aver fatto la scelta giusta. Attualmente questa tecnica è legale solo nel Regno Unito.

Tre genitori per un bambino.

La somma di sciocchezze, silenzi e falsità che hanno accompagnato la vicenda è impressionante.

Un ultimo dubbio è la sicurezza.

Benché impiegata per nobili scopi (il piccolo sta bene e si trova effettivamente privo della suddetta malattia), la tecnica illustrata su News Scientist ha subito riaperto il dibattito relativo alla possibilità di alterare a piacimento le strutture genetiche individuali e di addentrarsi su un terreno ancora ignoto, dove ogni passo in avanti potrebbe comportare netto movimento indietro, se non altro, per via di possibili complicazioni attualmente impossibili da vagliare in anticipo. Egli afferma: "Abbiamo bisogno di aspettare più nascite, dopo potremo giudicare con più elementi alla mano".