Mal di sushi a Milano: boom di ricoveri per la sindrome sgombroide

Mal di sushi a Milano: boom di ricoveri per la sindrome sgombroide

"I casi di sindrome sgombroide si moltiplicano, con rischi seri per soggetti particolarmente sensibili".

I casi a Milano sono in continuo aumento, tanto che le denunce presentate alla magistratura dal Nucleo anti sofisticazioni (Nas) dei carabinieri continuano a moltiplicarsi. La situazione si fa più complessa se vengono colpite donne incinte, per le quali la terapia cortisonica è fortemente sconsigliata. "Chi resta intossicato deve prendere cortisone o altri antistaminici, e nel giro di poche ore sta bene", dice la dottoressa Fracchia. Così come è sconsigliato ingerire pesce crudo, anche per il rischio di contrarre altre patologie, come ad esempio la salmonellosi.

Il caso è finito sul tavolo della Procura di Milano dopo che quattro medici sono rimasti intossicati lo scorso 29 settembre dopo avere mangiato tonno in un ristorante del centro. Per chi dunque vuole mangiare il pesce crudo (o scottato) tipico del sushi, vale il consiglio di affidarsi a locali che si conoscono bene, anche a costo di spendere qualcosa in più. Poi tre ristoranti tra il 26 e il 27 settembre, incluso un " all you can eat" di sushi, che attira la clientela con piatti illimitati per una spesa fissa. Se il pesce appare fresco, mentre invece è stato conservato male, magari perché non è stata mantenuta la catena del freddo, si può sviluppare una concentrazione elevata di istamina, producendo quella che in linguaggio tecnico si chiama sindrome da sgombroide. Fra il 1 gennaio e il 31 agosto di quest'anno, quindi in otto mesi, i pazienti colpiti da "mal di sushi" sono stati 38. Di cui almeno sette nel solo mese di settembre. E questo ha portato a diversi interventi dei Nas nei ristoranti e anche al mercato generale del pesce di via Lombroso. Il problema riguarda il tonno e il pesce azzurro, dalle sarde alle palamite, sgombri, tombarelli.

A causare la contaminazione dei tonni anche l'esposizione prolungata "in vetrina" dei tranci o il mancato rispetto delle norme di trattamento durante il trasporto. "In particolare, per i carichi che arrivano dal Pacifico".