Mafia Capitale, Zingaretti come testimone si avvale della facoltà di non rispondere

Mafia Capitale, Zingaretti come testimone si avvale della facoltà di non rispondere

Sarà sicuramente indagata per falsa testimonianza dalla procura di Roma la deputata Pd Micaela Campana la cui deposizione di ieri al processo su Mafia Capitale è stata scandita, secondo i rappresentanti dell'accusa, "da una serie di bugie e reticenze smentite dal contenuto degli atti processuali".

Prima della parlamentare, a sfilare davanti ai giudici della X sezione penale, sempre in veste di testimone citato dalle difese, era stato l'ex garante dei detenuti della regione Lazio Angiolo Marroni, che senza timore aveva rivendicato i suoi rapporti con l'ex presidente della 29 Giugno, a cui spesso segnalava lavoratori provenienti dal carcere. Ma lei decide di rispondere. I contatti dimostrano però la sua insistenza, tanto che Buzzi si era sfogato con Simone Barbieri, collaboratore della stessa Campana, dedicando anche a lei la metafora della "mucca che per essere munta deve mangiare".

"Le ripeto per la quarta volta la riprende Ianniello - mentire sotto giuramento è un reato molto grave". Ed è questo che agli occhi dell'aula, nel corso della 128esima udienza del maxi- processo Mafia capitale la rende poco credibile a fronte del mare di intercettazioni che, ora l'avvocato Santoro di Buzzi ora il pm Luca Tescaroli le leggono. ", risposta: "Fu lui a chiedermelo, ma non so di cosa dovessero parlare".

"Mi faccia capire, lei fissa un incontro col sottosegretario Bubbico a Buzzi solo perché lui glielo aveva chiesto, senza conoscere il motivo di tale richiesta?".

Il nome di Micaela Campana nella vicenda di Mafia Capitale spuntò per un sms inviato a Buzzi. E via dicendo. Dice di non ricordare quando chiese a Buzzi di occuparsi del trasloco del cognato, come riporta Repubblica.

Infine la storia della gara per il Cara di Castelnuovo di Porto, che la Eriches di Buzzi si è aggiudicata ma che la prefettura non fa partire per i ricorsi della Axilium che ha partecipato. "La invito per l'ennesima volta a dire la verità". E ancora: "Quanto all'incontro organizzato al Viminale per far parlare Buzzi col prefetto Morcone?". Al contrario, l'ex capo segreteria di Gianni Alemanno, Antonio Lucarelli, e l'imprenditore Giuseppe Cionci, due dei 116 indagati per cui la procura ha chiesto l'archiviazione, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.

"Eppure lei è giovane: come mai questi continui vuoti di memoria?" Lei assiste a un incontro, è presente in una stanza e non sa di cosa hanno parlato? E poi l' sms, "un bacio Grande Capo". "Quell'interrogazione che Buzzi chiedeva non mi convinceva anche perché il Tar si era già espresso contro l'appalto in questione e non mi sembrava corretto intervenire nei confronti della giustizia amministrativa".