Maestra uccisa e gettata in un bosco: fermato il cognato

Maestra uccisa e gettata in un bosco: fermato il cognato

C'è una svolta nel caso di Nadia Arcudi, la maestra 35enne il cui cadavere è stato ritrovato domenica scorsa nei boschi di Rodero, in provincia di Como.

L'operazione nella notte alla dogana di Gaggiolo: per la polizia cantonale svizzera è indiziato di delitto. Si tratta del cognato della vittima, un 42enne svizzero. Lo hanno comunicato i carabinieri di Como.

L'uomo fermato, marito della sorella della vittima è un cittadino residente in svizzera di quarantadue anni. I carabinieri non escludono alcuna ipotesi, da un'overdose a un suicidio, anche se sembra stia prendendo corpo la pista dell'omicidio.

Al cognato gli investigatori sono risaliti grazie ai tabulati telefonici, che lo localizzavano in Italia. Il provvedimento è scattato dopo le indagini della polizia e della magistratura elvetica, in stretta collaborazione con i carabinieri del comando provinciale di Como. La maestra, in base a quanto spiega chi la conosceva, era fidanzata relativamente da poco: per la precisione dal mese di giugno.

Pare che la donna sia stata uccisa in casa, a Stabio in Svizzera, a circa cinque chilometri dal luogo di ritrovamento. La conferenza stampa è stata indetta in maniera congiunta all'interno del centro di coordinamento di polizia della dogana di Chiasso con lo scopo di veicolare le informazioni in maniera corretta ed evitare ricostruzioni non aderenti alla realtà. Agli investigatori avrebbe parzialmente confessato le sue responsabilità.