M5S: Di Maio, in 3 anni e mezzo restituiti 204mila euro (3)

M5S: Di Maio, in 3 anni e mezzo restituiti 204mila euro (3)

Più di tutti. Circola di chat in chat nelle conversazioni dei parlamentari del Movimento 5 Stelle una cifra: 100mila euro, quelli spesi da Luigi Di Maio in tre anni e giustificati nella rendicontazione come "eventi sul territorio".

"Da quando sono stato eletto deputato e poi vice presidente della Camera - aggiunge Di Maio, dopo essere stato sommerso di critiche sui social - avrei avuto diritto a stipendio aggiuntivo da vice presidente, stipendio pieno da deputato (di cui restituisco la metà), spese di rappresentanza, auto blu, telepass gratuito, cellulare di servizio, spese gratuite in tipografia, tutti i rimborsi spese che non uso e non rendiconto. E rivedendo le ultime mail ho scoperto che hanno contribuito alla falsificazione non solo due persone ma almeno dieci". Durante la conferenza stampa di ieri, citata da Supernova, Luigi Di Maio ha respinto ogni accusa, sottolineando che si tratta invece di "meno di tremila euro al mese", una spesa normale per qualsiasi parlamentare e le attività previste. "Anzi, non li abbiamo solo fatti risparmiare, ma li abbiamo anche messi a frutto per le piccole imprese italiane, versandoli al Fondo per il Microcredito con cui abbiamo aiutato 3000 imprese in tutta Italia e abbiamo creato circa 7000 posti di lavoro". "E sono felice di averlo fatto", si legge nel post firmato dallo stesso Di Maio, che seguendo un cliché ormai ben collaudato rigira la frittata con l'hashtag #DimezzateviLoStipendio. "Nel goffo tentativo di trovare un spiegazione 'francescana' si arrampica sugli specchi e parla di spese in viaggi". Malumori che vengono sempre negati, ma che puntualmente affiorano e, in questi casi, escono dai retroscena.

Il quotidiano precisa come, a maggio 2016, Di Maio abbia restituito 1.686 euro su 4.945, ma dei 7.193 euro di rimborsi forfettari che i deputati sommano all'indennità, il vicepresidente della Camera ha restituito 460 euro. "E comunque 100.000 euro in 3 anni non sono propriamente spese da movimento Francescano", fa eco un altro utente.

"Invece oggi siamo arrivati a questa che è una vera e propria rivoluzione culturale per la politica italiana. Tutti quanti ce lo dobbiamo ricordare". Stride anche con le spese sostenute dai suoi colleghi - molto più oculati - ma che non sono esposti come Di Maio, non sono certo premier designati loro, non volano all'estero, non incontrano ambasciatori e imprenditori. Anticipazioni e rumors che parlano proprio di una sorta di "ribellione" da parte di un gruppo di parlamentari - si parla di una settantina di eletti - che sarebbe guidato da Roberto Fico, presidente della Commissione Vigilanza Rai ed esponente di punta del Direttorio. La speranza è l'ultima a morire"."Chissà, forse anche loro - prosegue Di Maio- decideranno di tagliarsi gli stipendi e restituirli.