Libia, chiesti 4 milioni per liberare gli ostaggi italiani

Libia, chiesti 4 milioni per liberare gli ostaggi italiani

Sarebbero stati chiesti 4 milioni di euro di riscatto per gli italiani rapiti in Libia. Secondo quanto riferiscono fonti della sicurezza locale citate dal sito informativo libico "al Wasat", gli investigatori italiani sarebbero "rimasti sorpresi per la scarsa importanza data dalle autorità libiche al caso del sequestro dei tre stranieri" che lavoravano all'aeroporto locale. Bruno Cacace, 56 anni, e Danilo Calonego, di 68, sarebbero in mano ad un gruppo guidato da un uomo algerino, legato ad Aqmi ma che agirebbe per proprio conto. Secondo quanto affermato infatti "i due italiani rapiti nel sud-ovest della Libia sono stati sequestrati da una banda criminale e dietro c'è l'impronta di al Qaeda".

Lo hanno rivelato le fonti della sicurezza algerina al sito web Middle East Eye, aggiungendo che il gruppo ha chiesto un riscatto di 4 milioni di euro. Sembra che il leader del gruppo abbia rapporti con il capo dell'Aqui, Mohamed el-Tergui, i quali potrebbero avere interesse ad ottenere gli ostaggi.

Secondo una delle fonti algerine, il gruppo di Belakahal ha minacciato di "consegnare gli ostaggi ad al Qaida nel Maghreb o a una cellula del gruppo Stato islamico (Isis)", se non verranno accolte le sue richieste. Ma oltre al riscatto, risulta possibile che il gruppo abbia chiesto anche il rilascio di due detenuti, tra cui il fratello di Belakahal, che si trova in carcere per traffico d'armi. Secondo i servizi algerini i negoziati sono sulla buona strada e "gli ostaggi dovrebbero essere liberati presto".