La versione di Benigni: Michelle e Obama irripetibili

Alla base dell'amicizia e dei pubblici attestati di stima, il reciproco appoggio elettorale. E il presidente Usa ha perfino scherzato sugli esordi di Renzi adolescente alla "Ruota della Fortuna".

Giornata importante per Matteo Renzi in visita dal Presidente Obama.

"Il Sì al referendum aiuterà l'Italia, le riforme di Renzi sono quelle giuste". Che poi, dopo il colloquio nello studio ovale della Casa Bianca, ha rilanciato con un invito: "Amatrice è un piccolo paese piegato dal terremoto, ma è anche il paese in cui è nata la pasta all'amatriciana". E ancora: il governo di Matteo Renzi "sta portando avanti riforme coraggiose, noi sosteniamo il referendum per un sistema politico più responsabile", Renzi "dovrebbe restare in politica a prescindere dall'esito del referendum". Per la first lady italiana di certo una emozione immensa e sempre restando nel campo delle chiacchiere tra donne non possiamo che promuovere il look scelto dalla signora Renzi. Insomma, una fetta cruciale dell'elettorato. "Mi sono riservato il meglio alla fine", scherza ma non troppo Obama, "mi sento italiano di adozione", e a testimonianza del profondo rapporto tra i due Paesi aggiunge: "Ci piace il cibo, la moda, il vino e Sophia Loren".

Nella serata di ieri, a Washington, è andata in scena la State Dinner (qui il MENU), l'ultima cena ufficiale della presidenza di Barack Obama in onore del premier italiano, della moglie Agnese e dei numerosi ospiti tra cui il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, e alcune personalità simbolo dell'Italia nel mondo, come la sassarese Paola Antonelli, curatrice del dipartimento di Architettura del Moma, Roberto Benigni, Bebe Vio, Fabiola Ginotti, Giorgio Armani, il presidente di Fca John Elkann con la moglie Lavinia Borromeo e il regista Paolo Sorrentino. Nel corso del vertice bilaterale Usa-Italia il presidente americano Barack Obama ha dedicato spazio e parole per Amatrice e per tutti i terremotati.

"Se però la discussione politica è forte, la mia opinione è semplice: se vinciamo sarà più facile per l'Italia continuare la propria battaglia per cambiare l'Ue".

"Abbiamo una visione in comune".

"Il nome del futuro deve essere 'crescita' non 'austerity'".

Ma la "pubblicità" di Obama non ha prezzo.