"Italiano, siciliano o napoletano?", Londra si scusa per i questionari shock

Il sottosegretario all'Istruzione Davide Faraone ha dichiarato "da uomo del Sud, ma soprattutto da italiano e da europeo sono indignato, trovo inaccettabili gli episodi che si sono verificati negli ultimi giorni in Gran Bretagna, frutto evidente di ignoranza rispetto a tutto ciò che è diverso, proveniente da altro Paese, appartenente a un'altra cultura".

Alcune scuole del Regno Unito distinguono gli studenti in base alla provenienza, dividendoli tra "Italiani", "Italiani-Siciliani" e "Italiani-Napoletani". Scuse scritte piu formali sono attese per le prossime ore. Non solo "Ita", ovvero italiano, ma anche "Itaa", ovvero altri italiani ("any other"), oppure "Itan", per dire "Italian Neapoletan", e "Itas" che sta per "Italian Sicilian": è questa la distinzione presente nel modulo. A quanto apprende l'Adnkronos, il ministero degli Esteri ha preannunciato una risposta alla nota verbale di protesta dell'ambasciata italiana a Londra, "deplorando l'accaduto" ed assicurando "un intervento perché vengano subito rimosse queste categorizzazioni non giustificate e non giustificabili".

A denunciare l'accaduto, come racconta l'Ansa, sono stati per primi alcuni genitori, allibiti di fronte all'indicazione di questa stravagante tripartizione di etnia e di idioma come una sorta di variante italiana. Il loro racconto, rimbalzato su alcuni media italiani, ha indotto a compiere subito una verifica.

Agenpress - Sono arrivate le scuse ufficiali del Foreign Office britannico per il questionario distribuito nelle scuole in cui si chiedeva ai connazionali se siano italiani, napoletani o siciliani. "Si tratta di iniziative locali - spiega l'ambasciatore - motivate probabilmente dall'intenzione d'identificare inesistenti esigenze linguistiche particolari" e garantire un ipotetico sostegno. "Ma di buone intenzioni è lastricata la strada dell'inferno, specie quando diventano involontariamente discriminatorie, oltre che offensive per i meridionali". "L'Ambasciata ha protestato con le Autorità britanniche, richiedendo la rimozione immediata di tali categorizzazioni" ricordando che l'Italia dal 17 marzo 1861 è un Paese unificato.