Istat: sommerso e illegale salgono a 211 mld, 13% Pil

Istat: sommerso e illegale salgono a 211 mld, 13% Pil

L'economia non osservata (sommersa e derivante da attività illegali) in Italia vale 211 miliardi di euro, pari al 13% del Pil. E' quanto viene fuori dall'analisi dei dati Istat.

Le cifre risultano in rialzo anche rispetto all'anno precedente, il 2013, quando l'economia non osservata pesava per il 12,9%, per un totale di circa 206 miliari.

Stando all'Istituto Nazionale di Statistica, in un anno l'incremento di questo mercato è stato di quasi 5 miliardi. Il valore aggiunto generato dalla sola economia sommersa ammonta in particolare a 194,4 miliardi di euro (12,0% del Pil), quello connesso alle attività illegali (incluso l'indotto) a circa 17 miliardi di euro (1% del Pil).

Il valore aggiunto generato dall'economia non osservata nel 2014 deriva per il 46,9% (47,9% nel 2013) dalla componente relativa alla sotto-dichiarazione da parte degli operatori economici.

A concorrere alle statistiche dell'economia illegale ci sono anche attività criminali come la prostituzione (in crescita di 0,2 miliardi) e il traffico di droga (0,1 miliardi), la più rilevante dal punto di vista complessivo, visto che produce un valore aggiunto della grandezza di 11,5 miliardi.

I settori maggiormente toccati dalla piaga dell'irregolarità occupazionale sono quelli dei servizi alla persona (47,4%), agricoltura (17,5%), commercio, trasporti, alloggio e ristorazione (16,5%) e costruzioni (15,9%). All'interno dell'industria, l'incidenza risulta marcata nelle attivita' connesse alla Produzione di beni alimentari e di consumo (8,3%) e nella produzione di beni d'investimento (2,7%). Nel 2014 "le unità di lavoro irregolari sono 3 milioni 667mila, soprattutto dipendenti (2 milioni 595 mila), in significativo aumento sul 2013 (rispettivamente +180 mila e +157 mila)". Rispetto al complesso del mondo del lavoro il tasso di irregolarità è del 15,7% (+0,7 punti percentuali rispetto al 2013).