Istat, correzioni al ribasso: da +0,8% a +0,7%

Il valore aggiunto, a prezzi costanti, è aumentato del 3,7% in agricoltura e pesca, dell'1,3% nell'industria e dello 0,4% nei servizi. "Ad agosto, le aspettative degli operatori registrano maggior cautela tra le imprese circa possibili rincari entro l'anno in corso mentre tra i consumatori si segnala un leggero ridimensionamento delle attese di stabilità o diminuzione dei prezzi". Per l'insieme delle società non finanziarie la quota di profitto è stata del 41% e il tasso di investimento pari al 19,3%. Il debito pubblico si è attestato al 132,2% del prodotto interno lordo (dal 131,8% del 2014). Nonostante il taglio, il rapporto deficit/Pil nel 2015 resta (come da stime preliminari) al 2,6%, contro il 3% del 2014. Come previsto all'inizio di autunno, l'Istat ha rifatto i calcoli sui conti nazionali dell'ultimo triennio, rimettendo in ordine le rilevazioni e rivedendo al ribasso la stima sull'andamento del Pil del 2015 e al rialzo, di molto, quella del 2014.

Questo dato è la sintesi di un +1,5% della spesa delle famiglie residenti, di un -0,6% per la spesa delle amministrazioni pubbliche, un +4,3% per le esportazioni di beni e +6% per l'import. I consumi privati sono aumentati dell'1,5%, ma la propensione al risparmio delle famiglie è scesa all'8,3%, 0,6% in meno rispetto all'8,9% del 2014. Il numero uno dell'Istat invita quindi ad attendere e "vedere i dati sui conti trimestrali" che usciranno nelle prossime settimane. "Ora invece la revisione rende più coerente il nostro quadro con quello europeo". "E il primo anno di segno 'piu" coincide con l'insediamento del governo Renzi. Così un portavoce del Mef commenta le cifre Istat sul Pil e la revisione in positivo del 2014. "Evidentemente le politiche economiche avviate dal governo vanno nella giusta direzione e devono essere proseguite". Il ritmo della ripresa non è ancora soddisfacente e bisogna proseguire lungo questa strada per intensificarlo.