Israele, i leader del mondo a Gerusalemme ai funerali di Peres

"Va in pace. La nostra e tutte le Nazioni di ricorderanno".

Tantissimi i leader internazionali accorsi da tutto il mondo a porgere il loro omaggio all'ex presidente israeliano e premio Nobel per la pace Shimon Peres, durante i suoi funerali che si sono tenuti sul monte Herzl, a Gerusalemme. "Ma gli obiettivi - ha aggiunto - sono la prosperità e la pace, per noi e per i nostri vicini".

Oltre a Obama, hanno partecipato il presidente francese Francois Hollande, l'ex Nicolas Sarkozy, il presidente tedesco Joachim Gauck, il premier Matteo Renzi e l'ex presidente degli Stati Uniti Bill Clinton.

Il premier Benyamin Netanyahu e il presidente palestinese si sono stretti la mano e hanno parlato brevemente poco prima dell'avvio delle esequie a Gerusalemme. Abu Mazen è seduto in prima fila accanto al ministro degli esteri egiziano.

I funerali dell'ex presidente israeliano Shimon Peres hanno avuto inizio alle ore 8 italiane. Un portavoce di Hamas, il partito che governa Gaza e che è in forte contrasto con l'Autorità nazionale palestinese, ha invece fortemente criticato la scelta del presidente dell'Anp. Poi l'addio. "Todà rabbà, haver yakar". Non credo che Peres fosse un ingenuo, Israele ha vinto tutte le guerre ma non quella maggiore: "quella di non aver più bisogno di vincere". Lo ha detto il presidente Barack Obama nell'elogio funebre di Shimon Peres.

"Ho perso un amico: è stato il più grande sognatore di Israele, il più grande campione della pace", è stato il ricordo di Bill Clinton, l'ex presidente USA che è sempre stato al suo fianco nel lungo processo di pace che portò agli accordi di Oslo.

Fuori dal parlamento israeliano, la Knesset, circa 50.000 israeliani si sono riuniti ieri, giovedì 29 settembre, sfilando in corteo dietro la bara drappeggiata con la bandiera d'Israele. Il premier ha anche ricordato che il legame con Peres è nato nel 1976 quando l'allora ministro della difesa pronunciò un elogio funebre per Yoni Netanyahu, fratello dell'attuale premier, morto nell'operazione per salvare gli israeliani sequestrati ad Entebbe (Uganda).

La stretta di mano tra Benjamin Netanyahu e Abu Mazen.