Inchiesta infiltrazioni mafia, amministrazione giudiziaria per comparto Fiera Milano

Inchiesta infiltrazioni mafia, amministrazione giudiziaria per comparto Fiera Milano

Fiera Milano ha agevolato l'ingresso tra i propri fornitori di due imprenditori potenzialmente in odor di mafia.

Fiera Milano Spa, con riferimento al decreto del Tribunale di Milano del 28 settembre 2016, notificato ieri, precisa che la misura di amministrazione giudiziaria riguarda il mero settore di approvvigionamento degli allestimenti da parte della Società, attraverso l'uso della propria controllata Nolostand. Lo stesso giorno, su richiesta del procuratore Boccassini e dei pm Storari e Ombra, il Tribunale aveva messo in amministrazione giudiziaria Nolostand per un intreccio di rapporti tra gli indagati e alcuni dirigenti della società controllata dalla Fiera. Le accuse erano associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati tributari, appropriazione indebita e riciclaggio.

I pm avevano chiesto che fosse commissariata l'intera azienda ma i giudici hanno deciso di limitare il provvedimento a determinati settori dell'azienda ben determinati, per evitare, come è stato esplicitato, che la misura abbia "carattere sanzionatorio o repressivo" che sia "in contrasto con la finalità tipica di prevenzione e di (ri) costituzione di una imprenditorialità sana".

Al corrente delle irregolarità, invece, era anche il vertice della capogruppo, che avrebbe dato il via libera a gare d'appalto create ad hoc per favorire Nastasi e Pace. A favorire il faccia a faccia, si legge nelle carte, è stato il commercialista Pietro Pilello, che aveva ricoperto "anche cariche apicali nel gruppo" Fiera. Capitini "si affiancherà per i prossimi sei mesi agli amministratori di Fiera Milano nel rilasciare nulla osta alle risoluzioni contrattuali e alla stipula di nuovi contratti e commesse, oltre il limite di spesa di 10mila euro".