Immigrati in Italia "come la Fiat" e pagano 640mila pensioni

Immigrati in Italia

Al 1 gennaio 2016 vivono in Italia oltre 5 milioni di stranieri, ovvero l'8,3 per cento della popolazione totale. Questi i principali risultati presentati dalla Fondazione Leone Moressa con la sesta edizione del Rapporto annuale sull'economia dell'immigrazione, pubblicato con il contributo della Cgia di Mestre e con il patrocinio di Oim e ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale e che verrà presentato domani al Viminale. A questo va aggiunto il gettito Irpef complessivo pagato dai contribuenti stranieri che arriva a 6,8 miliardi di euro. Ripartendo il volume complessivo per i redditi da pensioni medi, si può calcolare che i contributi dei lavoratori stranieri equivalgono a 640 mila pensioni italiane. Nonostante il tasso di occupazione degli stranieri sia nettamente maggiore di quello degli italiani (in proporzione ai residenti e quindi all'immigrazione regolare), nel 66 per cento dei casi si tratta di lavori di basso livello, che comportano stipendi mediamente più bassi di quelli percepiti dagli italiani e dunque il versamento di tasse più basse: la differenza pro-capite di Irpef è di 2.000 euro. Nel 2014 i contributi previdenziali hanno raggiunto quota 10,9 miliardi. La spesa pubblica imputabile agli immigrati ammonta a 14,7 miliardi di euro (con un'incidenza dell'1,75% sulla spesa pubblica italiana). Il che lascia molto perplessi e induce a pensare in quali condizioni questi servizi pubblici così delicati verserebbero se non ci fosse questa entrata tutto sommato "extra".

Trasferimenti economici: 3,1 miliardi.

Il peso economico degli immigrati è dunque consistente. Sono impiegati principalmente nelle costruzioni (15,1%), nel commercio (12,9%), nel comparto alberghiero (9,7%).

Anche in riferimento all'imprenditoria straniera, la maggior parte di questa risulta essere una reazione alla perdita di lavoro dipendente e si basa spesso sulle reti parentali degli stranieri, trovando difficoltà a raggiungere uno stadio di imprenditoria avanzata. Con 550mila imprese, l'imprenditoria straniera rappresenta l'8,7% del totale nazionale, con percentuali significative in alcuni settori, come quello della ristorazione (20%) e dell'edilizia (15%). Negli ultimi anni (2011/2015), mentre le imprese condotte da italiani sono diminuite (-2,6%), quelle condotte da immigrati hanno registrato un incremento significativo +21,3%. Si tratta " di dati che vanno visti come un fenomeno di lunga gittata", ha aggiunto, sottolineando come il fenomeno delle imprese straniere ricalchi esattamente la composizione del sistema produttivo italiano: poche grandi imprese e tante micro e piccole. Secondo il presidente di Confartigianato c'è ancora un passo, però, da fare: le imprese condotte da immigrati devono evolversi e "uscire dalle reti di tipo parentale che ne hanno favorito lo sviluppo e l'avvio".