Il Sole 24 Ore in crisi: Squinzi e metà cda si dimettono

Il Sole 24 Ore in crisi: Squinzi e metà cda si dimettono

Il presidente del Sole 24 Ore Giorgio Squinzi si è dimesso insieme ad altri 4 consiglieri del Gruppo.

Il Sole 24 Ore ha chiuso il primo semestre con una perdita netta di 49,8 milioni di euro che risente della svalutazione di imposte anticipate per 10,4 milioni di euro (contro una perdita di 11,7 milioni nel 2015). Le dimissioni seguono il cda di venerdi che ha approvato i conti semestrali con un rosso di circa 50 milioni. Al netto degli oneri non ricorrenti, il risultato netto è pari a -23,6 milioni di euro.

Il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia che ha garantito "l'impegno a valutare positivamente un eventuale aumento di capitale", come è scritto nel comunicato relativo alla semestrale, adesso oltre a dover trovare finanziatori per dare nuova energia finanziaria al Sole, deve trovare anche nuovi candidati disponibili a entrare nella turbolenta gestione del gruppo editoriale che sta dimostrando di essere un tritacarne per i manager che se ne fanno carico. Restano in carica Marcella Panucci, direttore generale di Confindustria, Luigi Abete, presidente di Bnl, Carlo Robiglio, presidente di Piccola Industria Piemonte, Maria Carmela Colaiacovo, presidente di Federturismo e Nicolò Dubini, Ceo di Herabell, consigliere indipendente. Con la continuità aziendale improvvisamente a rischio.

CHIARIRE LE RESPONSABILITÀ. Il comitato di redazione ha quindi invocato che venga sciolto il nodo della "responsabilità della voragine certificata ieri dal consiglio di amministrazione, responsabilità da cercare a tutti i livelli, soprattutto quelli più alti, cui andranno chiamati tutti coloro che hanno gestito la società in questi anni di agonia".