Fratello di Alfano diffida Report. "Intervista rubata…"

Fratello di Alfano diffida Report.

"Quella annunciata - tuona il fratello del ministro dell'Interno - non è una mia intervista, ma una serie di dichiarazioni che sono state registrate da un soggetto che non si è in alcun modo qualificato come giornalista e riprese da una telecamera inizialmente occultata". Quello che Alessandro Alfano, dirigente di questo Paese, avrebbe fatto a meno di farvi vedere.

Il nome di Alessandro Alfano era già finito nell'inchiesta "Labirinto" della procura di Roma, che ha portato all'arresto per associazione a delinquere di Raffaele Pizza e del commercialista Alberto Orsini. Ma Alessandro Alfano non vuole in alcun modo che Report trasmetta quel servizio. In una intercettazione lo stesso faccendiere "evidenzia agli interlocutori l'evoluzione degli accordi politici convenuti con l'allora primo ministro, in virtù dei quali l'on Antonio Marotta venne designato a membro del Consiglio Superiore di Magistratura; il fratello Giuseppe Pizza venne nominato Sottosegretario presso il Ministero dell'istruzione e alla loro componente politica venne assicurato il controllo del consiglio di amministrazione di Poste Italiane".

"Vi chiedo pertanto, formalmente, di non mandare in onda dette dichiarazioni poiché le stesse sono state ottenute contro la mia volontà e non sono accompagnate dal alcuna mia dichiarazione liberatoria - aggiunge Alessandro Alfano - Qualora mi fosse stata richiesta un'intervista l'avrei senz'altro rifiutata in pieno ossequio alle direttive aziendali che regolano la comunicazione esterna dei dirigenti di Poste Italiane". Il fratello del leader del Nuovo Centro Destra sembra sia titolare solo di una laurea triennale in Economia, ottenuta dopo 16 anni d'iscrizione all'università di Palermo con la valutazione di 93/110. Tant'è che Sarmi stesso gliel'ha detto ad Angelino: 'Io ho tolto 10 mila euro d'accordo con Lino' (Pizza, ndr), per poi evitare. Nel giro di pochi mesi, però, viene trasferito a Poste Tributi, un'altra società del gruppo, e lo stipendio lievita a 180mila euro.

Dopo un anno, nel 2013, Alessandro Alfano diventa dirigente di Postecom con uno stipendio di 160 mila euro annuali. Si capisce quindi che il bagno - chimico o d'oro che sia - è il minore dei problemi di Alfano. La cosa venne alla luce e dopo qualche tempo (e notevoli imbarazzi per Berlusconi e Angelino Alfano, all'epoca molto più che compagni di partito) Alfano fu costretto a fare un passo indietro.

"Sarebbe stato sufficiente al giornalista un semplice approfondimento per verificare l'infondatezza delle accuse che mi vengono mosse sia con riferimento alla natura del mio titolo di studio, sia ai titoli da me posseduti all'atto dell'instaurarsi del rapporto di lavoro, sia con riferimento alle procedure relative alla selezione per Segretario Generale della Camera di Commercio di Trapani", continua il fratello del ministro.