Folla alla camera ardente per Dario Fo

Folla alla camera ardente per Dario Fo

Alla camera ardente sono presenti anche i giovani, come i ragazzi di un liceo milanese: "Abbiamo scoperto Dario Fo a scuola - ha spiegato uno di loro - lo abbiamo studiato". Giornata di lutto cittadino a Milano per il saluto a Dario Fo, con la bandiera del Comune a mezz'asta e il corteo partito dal Teatro Strehler - dove è stata allestita la camera ardente - per raggiungere piazza del Duomo.

"Sì, adesso sono tutti a celebrare Dario".

E non riesce a trattenere la commozione fino alla fine dell'orazione il figlio di Dario e Franca, Jacopo Fo, che prende la parola dopo Pretini: "Storie di persone che non avevano nessuna possibilità è ciò che mia madre e mio padre hanno sempre fatto - ricorda Jacopo - Raccontavano che può succedere che la gente che non ha potere si prenda il potere e trovi soluzioni geniali per rovesciare la situazione".

L'addio a Dario Fo, l'abbraccio tra Beppe Grillo e Jacopo Il leader dei 5 Stelle, al termine della cerimonia funebre, ha abbracciato a lungo il figlio di Fo, Jacopo. Siamo anche un po' animisti, perché non è possibile morire veramente. Aveva novant'anni e sarà ricordato per la sua personalità eclettica, artistica, poliedrica che lo ha sempre contraddistinto nel mondo artistico internazionale, tanto da essere vantato e lodato in tutto il mondo. "Allegri bisogna stare perché troppo piangere non rende onore ai nostri amici e perché celebriamo la vita". "Il Paese ha perso un grande italiano, organizzeremo tutto quello che un premio Nobel si merita" ha continuato il ministro parlando delle iniziative per ricordare l'artista milanese durante la ripertura della Porta Gregotti di Brera. Al suo arrivo Rossi ha abbracciato lo scrittore Stefano Benni, visibilmente commosso per la scomparsa dell'amico.

Tanti i personaggi famosi, politici e non, che hanno voluto prendere parte ai funerali di Dario Fo.

"Ricordo una persona che mi ha sostenuto nei momenti complicati e vengo a omaggiarlo soprattutto questo - ha detto Roberto Saviano - per riconoscergli di esserci stato".

E suoi suoi genitori ha detto: "Noi siamo comunisti e atei però mio padre non ha mai smesso di parlare con mia madre e chiederle consiglio". Quando ha vinto il Nobel mezzo paese, per invidia o per dileggio, ha cercato di sminuirlo. Perché non è vero che si muore per davvero, dai!