Far conoscere il valore del grano: nuova iniziativa di Coldiretti

Far conoscere il valore del grano: nuova iniziativa di Coldiretti

E "alla vigilia delle semine che rischiano di sancire la definitiva estinzione del grano italiano, migliaia di agricoltori con i trattori lasciano le campagne per difenderlo dall'attacco delle speculazioni che hanno praticamente dimezzato le quotazioni su valori più bassi di 30 anni fa con la perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro e il rischio desertificazione per quasi 2 milioni di ettari, il 15% della superficie agricola nazionale, che si trovano peraltro soprattutto nelle aree più difficili del Paese", recita una nota della Coldiretti, la principale organizzazione delle imprese agricole italiane. Martedì 25 ottobre gli agricoltori del Centro Italia si sono dati appuntamento al casello A1 Valdichiana-a Bettolle (Si) alle 11.30 per una manifestazione atta a sensibilizzare l'opinione pubblica sulle difficoltà che il grano italiano incontra a causa della ormai insostenibile contrazione dei prezzi. La protesta, con tanto di marcia funebre, carro e bara, è stata promossa da Confagricoltura, Cia, Apima e Cooperative, in rappresentanza degli agricoltori di Toscana, Umbria, Abruzzo e Lazio e ha visto la partecipazione di numerosi sindaci e istituzioni del territorio.

"Non può funzionare una filiera che vede un quintale di pasta pagato 180 euro dal consumatore e un quintale di grano duro pagato 18 euro al produttore agricolo", spiegano gli organizzatori che lamentano "un prezzo inadeguato ai coltivatori mentre è troppo ampia e ingiustificata la forbice".

Si richiede quindi la tracciabilità del grano duro italiano, dal campo allo scaffale, ma i pastifici non approvano anche se potrebbero produrre proprie linee di pasta con grano duro "100% Italiano" se tale prodotto fosse poi adeguatamente valorizzato dalla Gdo. L'export, di granella e prodotti trasformati come la pasta, ha un volume di 3,5 milioni di tonnellate. Altro discorso per il grano tenero, l'Italia ne consuma 7,3 milioni di tonnellate e la produzione è di 3 milioni. Speriamo che questo momento possa passare velocemente perché stiamo vivendo il paradosso che oggi un agricoltore dà da mangiare a 200 italiani ma 200 italiani non riescono a dar da mangiare all'agricoltore. "Ci auguriamo che con la costituzione della Cun, la Commissione unica nazionale, il ruolo della produzione primaria possa avere un adeguato riconoscimento in termini di prezzo nella valorizzazione del grano duro".

"Quello che Coldiretti auspica - afferma il Presidente della Federazione ravennate, Massimiliano Pederzoli - è l'ottenimento di una legislazione ad hoc che preveda l'obbligatorietà dell'etichettatura di tutti i prodotti a cominciare dal grano".