Emergenza legionella a Parma, secondo decesso

Emergenza legionella a Parma, secondo decesso

Esperti delle Aziende sanitarie di Parma, dei servizi regionali, di Arpae e dell'Istituto superiore di sanità hanno fatto il punto sui casi segnalati e sui risultati dei controlli effettuati, mantenendo costantemente informato il Ministero della Salute.

Mentre i cittadini di Parma attendono risposte dalle istituzioni sull'epidemia di legionellosi partita dal quartiere Montebello, in attesa dell'assemblea pubblica che si terrà giovedì, si è riunita (a oltre una settimana dal primo allarme) l'Unità di crisi istituita dalla Regione Emilia-Romagna.

Le prime ipotesi sulle cause del contagio potrebbero sorgere oggi. Gli esami hanno confermato la positività al batterio. Le donne, di 81 e 83 anni, però non si sono fatte ingannare ed hanno allontanato i malintenzionati. In particolare, si tratta di acqua della rete domestica a domicilio delle persone positive, della rete di distribuzione idro-potabile, degli impianti di irrigazione e delle torri di raffreddamento, all'interno e all'esterno della zona urbana interessata.

Attualmente, secondo una nota delle autorità sanitarie, "le persone ricoverate da polmonite per legionella sono 16, di queste 10 sono in fase di miglioramento, 4 sono stabili con un normale decorso clinico e 2 persone sono invece giudicate più serie dai sanitari". Nei prossimi giorni, compatibilmente con i tempi tecnici necessari alla ricerca di laboratorio, saranno disponibili ulteriori risultati che potranno fornire un quadro complessivo della situazione. Per ora si procede contro ignoti e nelle prossime ore scatteranno i primi accertamenti per individuare, se mai ce ne fossero, responsabilità penali sulle cause del contagio. Il sindaco Federico Pizzarotti chiede di non allarmarsi e assicura che "il gestore Iren ha provveduto ad aumentare le dosi di cloro nei pozzi che servono l'area colpita".