Corona sconta resto pena in affidamento

Corona sconta resto pena in affidamento

"Per favore fatemi continuare il mio percorso di recupero in affidamento ai servizi sociali". I reati commessi da Corona e per cui è stato condannato sarebbero estorsione, tentata estorsione e bancarotta. Escluso, invece, dalla continuazione il reato di corruzione, scelta, questa, che fa aumentare la pena residua, precedentemente calcolata in 4 anni e 8 mesi, di alcuni mesi. Con questa ulteriore aggiunta comunque la pena non arriva complessivamente a 6 anni, e dunque per Corona sarà possibile continuare a scontarla in affidamento ai servizi sociali.

Nel 2014 l'allora gip Enrico Manzi aveva ridotto la pena a 9 anni per effetto del vincolo della continuazione tra vari reati che, sostenne, farebbero parte di un unico progetto criminale. Altrimenti Corona avrebbe dovuto tornare in carcere per scontare la pena. Corona era molto preoccupato all'idea di finire nuovamente dietro le sbarre: "Sono cambiato". E su tutto ciò, scrive il gip, incise anche "lo stato di tossicodipendenza, incontestabilmente provato in atti". Lo scorso 27 ottobre l'ex re dei paparazzi (prima scarcerato dopo 2 anni e mezzo di detenzione e poi affidato alla comunità di Don Mazzi) è potuto tornare a vivere nella sua casa di Milano dopo aver ottenuto l'affidamento in prova "sul territorio". Tanto che lo stesso giudice ha stabilito una restrizione sulle prescrizioni dell'affidamento, compreso il divieto di allontanarsi dalla Lombardia. Cosa che gli ha fatto ottenere la scarcerazione e l'affidamento in prova. In totale, però, il cumulo di pena residua è inferiore a sei anni (5 anni e un mese) ed eviterà all'ex re dei paparazzi il carcere. Corona potrà continuare a beneficiare della pena alternativa al carcere che gli era già stata concessa dal giudice di sorveglianza di Milano, Giovanna De Rosa.