Cementir, 260 a rischio e l'azienda non si accorda: sciopero

E' la reazione dei sindacati delle costruzioni FenealUil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil, e dei trasporti, Filt-Cgil, Fit-Cisl, UilTrasporti, all'atteggiamento dell'azienda, che ha abbandonato il tavolo di trattativa nel corso dell'incontro di ieri pomeriggio a Roma, presso la sede di Unindustria.

L'ennesima notizia negativa per i lavoratori che, in Abruzzo come nelle altre regioni interessate dalla vertenza (Lazio, Marche, Piemonte, Puglia e Toscana) venerdì' scenderanno in sciopero, protestando sotto alle sedi delle Regioni.

Senza l'affidabilità e la credibilità degli interlocutori - hanno dichiarato i sindacati - non è possibile portare avanti il tavolo di confronto e quindi dichiariamo lo stato di agitazione su tutto il territorio nazionale bloccando straordinari e flessibilità. Oggi il gruppo di Caltagirone ha superato il segno, chiedendo di affrontare in due momenti diversi la situazione di Cementir Italia e quella di Sacci, acquisita nello scorso luglio per 125 milioni di euro. Una richiesta pretestuosa, dal momento che le vicende sono solo tecnicamente divise, ma politicamente legate: è impensabile, per esempio, avere due piani industriali per ognuna delle due. Anche la Regione Puglia si è mobilitata convocando un incontro il prossimo 26 ottobre.

Tra questi vi sono anche i 47 del cementificio di Taranto, ormai ridotto a centro di macinazione, dopo il crollo delle forniture di semilavorati da parte dell'ILVA. Le organizzazioni sindacali propongono di sensibilizzare le regioni coinvolte ed i comuni; tuttavia il rischio di una intempestiva convocazione è alto e porterebbe alla scadenza dei tempi della consultazione sindacale di 45 giorni prevista dalle procedure con il conseguente licenziamento dei 260 dipendenti. Cementir dimostri di avere senso di responsabilità, ritiri i licenziamenti, blocchi le esternalizzazioni, ci presenti un Piano industriale serio e fattibile. "Si tratta di uno stabilimento - spiega Francesco Bardinella, segretario generale della Fillea Cgil - che riesce ad essere in esercizio solo grazie all'enorme sacrificio dei 72 lavoratori, considerata la necessità di urgenti e significativi interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria".