Catania, dirottavano pazienti in dialisi da strutture pubbliche a private: 5 arresti

Catania, dirottavano pazienti in dialisi da strutture pubbliche a private: 5 arresti

L'indagine delle fiamme gialle è sfociata nell'arresto di cinque persone, tra imprenditori e dirigenti medici. L'imprenditore conosciuto come Gianfranco Messina é procuratore speciale per la Sicilia della Diaverum Italia Srl, società, con sede ad Assago (Milano), che gestisce centri di dialisi in tutta Europa.

Secondo le accuse gli arrestati sviavano pazienti dal settore pubblico a quello privato, per effettuare operazioni di dialisi, costituendo una vera e propria associazione a delinquere finalizzata al compimento dei reati di corruzione e abuso d'ufficio. Una vicenda di corruzione, nella quale i pazienti in dialisi venivano dirottati dalle strutture pubbliche a quelle private. I dializzati inseriti dentro prassi e logiche commerciali, indicati come "regali" o "numeri da portare". Dalle indagini non è emersa nessuna responsabilità penale da parte delle strutture ospedaliere di Catania dove prestavano servizio gli indagati. Particolari dell'operazione saranno resi noti durante un incontro con i giornalisti che si terrà, alle 10, nella sala stampa della Procura di Catania, alla presenza del procuratore Carmelo Zuccaro. Abbiamo percepito la consistenza del fenomeno attraverso un anno di indagini e questo ci dà contezza del fatto che certamente il sistema era molto più vasto. Tra gli indagati, riporta l'Ansa, anche Gianpaolo Barone Lumaga, amministratore delegato della Diaverum Italia Srl fino al febbraio scorso. Al centro del "circuito corruttivo", insieme con la 'Diaverum' c'era anche la società 'Le Ciminiere', i cui centri dialisi sono risultati destinatari privilegiati dei pazienti dialitici, garantendosi così da un lato l'erogazione di cospicui contributi pubblici, pari a circa 40mila euro all'anno per paziente, e dall'altro l'acquisizione progressiva di quote di mercato tali da creare una posizione dominante nel settore dialitico privato della Sicilia orientale. Sono 40 i pazienti per i quali abbiamo avuto la certezza che fossero stati sviati. I manager della Diaverum avrebbero mantenuto costanti contatti con gli interlocutori pubblici e privati in modo da 'preservarè il numero degli assistiti e possibilmente farlo incrementare.