Castellucci (CISL) a Emiliano: "La politica richiede più coerenza che animosità"

Castellucci (CISL) a Emiliano:

D'altra parte, noi abbiamo diminuito la produzione Ilva da più di 9 milioni a 6 milioni, abbiamo ambientalizzato per centinaia di milioni e c'è un monitoraggio molto determinato che ci dice che oggi sono rispettati tutti i limiti di legge. "Io mi muovo su questo, non su altro". Lo ha detto questa mattina a Taranto il ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti, partecipando ad una iniziativa sul referendum costituzionale dei "Centristi per il sì". Emiliano è intervenuto a margine dei lavori del convegno "Ripensare l'industria siderurgica italiana", in corso a Taranto a cura del Consiglio nazionale degli ingegneri e della Regione Puglia.

Gli ingeneri ci diranno se è possibile decarbonizzare l'Ilva, perché il diavolo che uccide le persone è il carbone, non è l'acciaio. "Chiunque può capire che se io misuro la mortalità oggi a Taranto o in qualsiasi città d'Italia, quel dato non può essere il risultato degli ultimi due anni ma di un periodo molto lungo", ha aggiunto il ministro. Non è possibile discutere quello che sta accadendo. Chi segue da tempo i processi industriali in atto, nell'area di Taranto, sa bene che gli stessi dati dello studio erano e sono patrimonio conoscitivo di quanti, anche su fronti diversi, da tempo discutono dei danni provocati e della necessità del contestuale risanamento ambientale di Taranto, dell'Ilva e della sua area industriale che non è limitata al siderurgico. "Il fatto che io prenda delle posizioni, non so, forse troppo autonome e indipendenti e sia questa la ragione per cui non si parla col presidente della Regione, mi sembra un'esagerazione". "E sull'Ilva - prosegue - appare ormai chiaro a tutti che il nuovo piano di vendita mette al centro la problematica ambientale, la salvaguardia ambientale". "Se il problema sono io, o il Governo ha un problema personale a parlare con me, posso anche dimettermi da presidente della Regione Puglia", ha concluso Michele Emiliano. All'Ilva, infine, rinnovato il consiglio di fabbrica dopo tre giorni di urne aperte (da mercoledì a venerdì pomeriggio).